Il Giustiziere Vedi a schermo intero

Il Giustiziere

Marco Monelli

Maggiori dettagli

ISBN: 9788894995305

14,00 €

Foglio 80 | p.200 | ed. aprile 2019 

Giulio Conte è un imprenditore di successo che sembra avere avuto tutto dalla vita: è giovane, ricco e stimato e la sua carriera sembra destinata a non conoscere declino. La sua dedizione al lavoro è pari solo alla rigidità con cui vive la propria vita, divisa tra gli affari e la famiglia finché un giorno, un incidente di cui è il responsabile, non cambia le sue prospettive e priorità. Il suo mondo perfetto si incrina e tutte le certezze che avevano contribuito a costruirlo vacillano, portandolo al limite della follia. Ma è soltanto l'inizio: Giulio infatti dovrà fare i conti, oltre che con la propria coscienza, anche con il giudizio della popolazione, la cui fame di giustizia, veicolata soprattutto dalla trasformazione della vicenda di Giulio in fenomeno mediatico, si rivela tanto sommaria quanto volubile.

monelli
Marco Monelli nasce a Campiglia Marittima (LI) e terminati gli studi 
di matrice artistica si trasferisce a Firenze dove comincia a frequentare corsi di teatro, canto e scrittura. Uno di questi in particolare, tenuto da Rosario Palazzolo, lo invoglia a provare a cimentarsi con la stesura di un romanzo. Il risultato è Il giustiziere. Le precedenti esperienze di scrittura sono da associare principalmente al teatro, per il quale molti sono gli spettacoli e i corti da lui scritti, in particolare per il gruppo teatrale StraniTipi attivo nell'area fiorentina e in Toscana dal 2015. Il genere degli spettacoli teatrali varia dal noir (L'ospite misterioso) alla commedia brillante (Il gatto nel forno). Nel 2018 pubblica, grazie ad un concorso indetto dal sito Youpopcorn, un racconto dal titolo un caffè al volo nella raccolta Storie dal futuro, promosso da Il mio libro.

1- Per prima cosa, parliamo di Marco Monelli.

Spesso quando si chiede a una persona di descriversi mediante un ruolo specifico, ossia quello che più lo classifica socialmente, questa riesce a identificarlo immediatamente e associarlo alla propria persona. Si sente rispondere: “Sono Maurizio, un medico”, oppure “Claudia, un'insegnante”, o “Luisa, una mamma”. Non è sempre relativo a una professione, ma si lega principalmente all’idea che la persona ha di sé in relazione al mondo stesso, cioè quale sia il suo ruolo nella vita. Sarebbe molto gratificante potere, un giorno, dire: “Marco Monelli, scrittore”, visto che scrivere è una delle mie più grandi passioni, anche se non l'unica.
Ho sempre nutrito una grande curiosità e un interesse speciale per l'arte, in quasi tutte le sue forme; fin dall'infanzia, per questo, i miei studi sono sempre andati in quella direzione, prima con la frequentazione del Liceo Artistico e poi con la sua naturale continuazione presso l'Accademia delle belle Arti di Firenze.
Non posso comunque definirmi il “Marco Monelli pittore”, anche se la passione per il disegno è rimasta impressa nel mio profondo.
Successivamente ho studiato canto e musica, cimentandomi nella scrittura anche di testi per canzoni, ma non posso definirmi neanche il “Marco cantante” o il “Marco autore di canzoni”.
Poi è giunto il momento del teatro per il quale, adesso, con le mie compagnie, recito e scrivo testi originali. Allo stesso modo non mi definisco “Marco Monelli attore”.
In tutto questo, la scrittura e la pittura hanno sempre fatto da cornice, alternandosi con il soggetto principale del dipinto non poche volte, in un vortice, temo, senza soluzione di continuità… ma credo che sia questo il bello dell'arte e della creatività: non mettere troppi paletti e sperimentare il più possibile e chissà, magari un giorno potrò anche io trovare, tra tutti quelli che ho sperimentato, il mio ruolo.

2- Come nasce la passione per la scrittura? E 
dove ha portato finora l’Autore?

La mia passione per la scrittura arriva da lontano: da un 
quadernino e una matita avuti in regalo da piccolo. Quel quaderno fu il primo di un’infinita serie a essere riempito di disegni e parole. I libri e i fumetti sono sempre stati un punto focale della mia vita fin dall'infanzia, ed erano qualcosa di più di un semplice passatempo. L'ammirazione che provavo nei confronti di chi riusciva a creare storie e personaggi talmente ben scritti da essere quai tangibili, mi ha portato presto a cimentarmi con la scrittura di storie, che come si può ben immaginare, non sono andate oltre le ingenue fantasie che possono abitare nella mente di un bambino. Ma da qualche parte dobbiamo pur partire, no? Da allora ho scritto diversi romanzi (alcuni ancora incompiuti) e qualche racconto, oltre a varie sceneggiature per fumetti, ma difficilmente ho avuto la convinzione di poterli presentare per essere pubblicati. Un caffè al volo, racconto pubblicato nella raccolta Storie dal futuro edito da Il mio libro è stato il mio primo traguardo. In passato ho illustrato diversi libri, per bambini e non, tra cui il cavaliere della solitudine di Chiara Cavallina, edito da Albatros, ma con Il giustiziere è la prima volta che un mio romanzo vede la luce. Ovviamente sono molto soddisfatto.

3- Parliamo del Romanzo: da dove hai tratto 
l’ispirazione?

Una delle mie più grandi passioni, come ho detto 
precedentemente, è il fumetto; e l'idea alla base della sceneggiatura di una storia a fumetti, spesso ha alla base una semplice domanda: cosa succederebbe se?...
Più o meno è in questo modo che ho partorito l'idea principale de Il giustiziere. Ovviamente poi intorno ad essa è nato un mondo di personaggi e ne ho approfittato anche per analizzare un fenomeno che è molto attuale, ovvero la capacità, a mio avviso inquietante e potenzialmente incontrollabile, di riuscire, attraverso i social network e la televisione, di manovrare la coscienza di massa portando il fruitore a conclusioni, riguardo a fatti e individui, che spesso non rispecchiano la realtà ma la volontà del mezzo stesso.
4- A quali scrittori ti sei ispirato o ti ispiri generalmente?
Sono cresciuto a pane e Stephen King, quindi credo che, anche involontariamente, la mia scrittura tenda verso quella direzione. Non ritengo di avere le stesse inclinazioni fantasy/ horror del maestro americano, ma come lui trovo stimolante approfondire il personaggio, inserire spaccati di vita in relazione al suo comportamento, motivarlo, renderlo vero e sfaccettato. Un approfondimento psicologico che non può prescindere, a mio avviso, dal genere, che sia un giallo, fantascienza o un romanzo sentimentale. Stephen King è un maestro in questo, sempre capace di dare alle proprie storie e ai propri personaggi, mille sfaccettature e altrettanti spunti di riflessione. Anche altri sono gli autori che hanno formato la mia crescita letteraria: Peter Straub, Clive Barker, Bret Easton Ellis e Dean Koontz (tanto per citare alcuni autori di genere attivi soprattutto intorno agli anni novanta) è con le loro storie che sono cresciuto e, come sappiamo, quello che ci forma maggiormente avviene nel periodo dell’adolescenza. Oggi ho gusti molto più ampi e una curiosità e un interesse differenti. Sono andato a riscoprire tutti i classici che mi ero perduto, Dostoevskij, Melville, Steinbeck e Oscar Wilde, solo per citarne alcuni, ma strizzando sempre l’occhio a una certa narrativa di genere.

5- Oltre Il Giustiziere: Quali sono i progetti letterari dell’Autore?

Ho un altro romanzo terminato, che spero di pubblicare 
presto. Si tratta di un thriller anche in questo caso, dal respiro molto più ampio e che ha molti più elementi personali e rimandi al mio vissuto di quanto non fosse Il Giustiziere. Oltre questo scrivo per il teatro. Ho una mia compagnia, Gli StraniTipi, per la quale ho l’onore di essere responsabile come autore di testi oltre che come attore . Amo scrivere un testo teatrale; è un’esperienza diversa dalla narrativa e molto più simile al racconto, per certi punti di vista. La cosa che più mi piace nello stendere un testo teatrale riguarda l’aver bene in mente ciò che un personaggio è e rappresenta, per essere in grado di mettergli in bocca concetti e parole che solo lui possa dire, soprattutto in un determinato modo. Creare personaggi diversi, con differenti sfaccettature e farli essere coerenti e credibili fino alla fine del loro ciclo è meraviglioso e mi riempie di soddisfazione. Ho iniziato a scrivere per il teatro quasi in contemporanea con l’approccio alla recitazione, portando in scena un personaggio da me creato e attorno al quale ho scritto la sua storia. Si tratta del personaggio di Danton, ambiguo poeta bohemien dalla dubbia integrità morale nella Parigi di fine ottocento, il cui talento per la poesia, alquanto discutibile, è pari solo alla passione, non ricambiata, che ha per l’attrice di cabaret Clara. Il personaggio di Danton in Danton e Clara, ha riscosso un buon successo nello spettacolo a episodi in cui era contenuto: …Sono solo barzellette, della mia precedente compagnia I Buffoni. Con Gli StraniTipi, invece, abbiamo messo in scena ,L’ospite misterioso, un noir scritto di mio pugno che ci ha riempito di soddisfazioni e Il gatto nel forno, la mia prima commedia brillante, mentre è in corso di montaggio la messinscena della mia ultima fatica teatrale: Il Giudizio Universale, una serie di corti teatrali che hanno come tema centrale, visto con occhio critico ma ironico, la condizione umana ai giorni nostri.
Altri progetti letterari vertono verso la dimensione del racconto: sto infatti scrivendo alcune storie relativamente brevi da inserire in una futura raccolta.

Non ci sono commenti dei clienti per il momento.

Scrivi il tuo commento

Il Giustiziere

Il Giustiziere

Marco Monelli

Scrivi il tuo commento

Prospettiva editrice sas Via G. Matteotti, 19 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it