LA GUERRA DI SPAGNA anarchici, stalinisti, repubblicani, nazionalisti e franchisti Vedi a schermo intero

LA GUERRA DI SPAGNA anarchici, stalinisti, repubblicani, nazionalisti e franchisti

Domenico Astuti

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ISBN: 9788894995183

18,00 €

Costellazione Orione 126 - Storia e Politica - | ed. febbraio 2019 | p.560 | formato 17x24cm

Dalla salita al trono di Alfonso XIII° alla Seconda Repubblica, in una situazione sociale incandescente. Il biennio nero e la rivolta asturiana; la vittoria del Fronte Popolare del febbraio del 1936 il sollevamento militare dei generali Sanjurio, Mola, Queipo de Llana e Franco. Le speranze del proletariato spagnolo che si infrangono contro il fascismo e contro l’ordine stalinista, e l’ignavia dei Paesi democratici.
Le Brigate Internazionali e lo scontro del Maggio ’37. Fino alla vittoria di Franco e alla sua dittatura lunga oltre 36 anni. A ottant'anni dalla conclusione, il più ampio racconto sulla Spagna e la sua Guerra Civile scritto in Italia, con lo scontro ideologico non solo tra repubblicani e nazionalisti, ma anche tra anarchici e leninisti contro gli stalinisti fatta di battaglie, tradimenti e infamie. 

Domenico Astuti nasce a Napoli dove si laurea in Filosofia e in Storia Contemporanea. Romanziere e saggista, con Prospettivaeditrice ha pubblicato il romanzo “Da Finsbury a Dante” e la raccolta di recensioni “Una certa idea di Cinema”. Ha inoltre pubblicato i romanzi “Grand’Hotel des Bains”, “Incerta la luce delira”, “Il senso della vita immaginata” e “Pulque”.

Prefazione

In Spagna tra il 1936 e il 1939 c’è stata la più feroce guerra civile avvenuta in Europa nell’era Contemporanea. Il risultato finale è stato che una buona parte del Paese ha vissuto in un carcere a cielo aperto per oltre 36 anni. C’è stato un numero non precisato di caduti tra combattenti e civili, tra persone morte per stenti, per malattia, per fame, di freddo. Le fonti differiscono molto, per alcuni si aggirano intorno ai 500.000 morti ma si può arrivare anche a oltre 700.000. Con la dura repressione franchista degli Anni Quaranta i morti possono raggiungere il milione; oltre ai circa 500.000 esiliati, in parte rientrati alla fine del 1939, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e finiti in gran parte in carcere nel loro Paese; il resto degli esiliati si è sparso un po’ ovunque nel mondo, soprattutto nell’America latina.
Oggi c’è – dopo decenni e grazie a molte pubblicazioni – una buona completezza di informazione sugli avvenimenti e sul conflitto, anche se le fonti non sempre concordano e a volte risultano in disaccordo nei numeri, nei fatti e negli accanimenti.
Il quadro generale resta tuttavia non del tutto completo, ancora interpretabile; ma dopo ottant’anni è improbabile che possano comparire altre fonti che mutino i fatti, piccoli o grandi che siano.
La Guerra Civile è stata sicuramente feroce, disperata, senza quartiere, con strascichi lungo decenni che hanno straziato vite e famiglie intere, con il risultato di una dittatura spietata, durissima, continuata lungo 36 anni (l’ultimo antifranchista mandato a morte è il giovane Salvador Puig i Antichè nel 1974) che ha pochi esempi simili nella Storia. Terminata con la morte del caudillo Francisco Franco avvenuta il 20 novembre del 1975. È stato un conflitto che certamente ha preparato e delineato le coalizioni della Seconda Guerra Mondiale; anche i mezzi, le tattiche e le strategie messe alla prova nel conflitto, dalle potenze straniere intervenute, hanno visto in pratica l’esecuzione su larga scala durante il conflitto mondiale.
Politicamente la gran parte dei leader del fronte repubblicano si è mostrata inadeguata, in parte ondivaga, contradditoria e in alcuni casi anche vanesia; come il Presidente Manuel Azaña, i primi ministri Santiago Casares Quiroga, José Giral e Juan Negrín, ma anche i dirigenti politici della sinistra hanno lasciato un ricordo storico non edificante come Largo Caballero, Indalecio Prieto, Federica Montseny, José Diaz, Jesús Hernández. A chi va un ricordo affettuoso, è al popolo spagnolo che ha lottato, ha realizzato per breve tempo una società libertaria ed egalitaria ma poi è stato tradito da coloro che aveva nominato suoi leader.
Sull’altro fronte, spicca su tutti, per complessità e personalità inquietante, il generale Francisco Franco, un uomo definito durissimo dai collaboratori, senza alcun carisma, dalla mentalità tortuosa, privo di qualsiasi cultura politica e, forse, il più solo dei dittatori. Gli altri leader della destra nazionalista e alcuni generali – che
avrebbero potuto contrastare Franco - moriranno durante la guerra o preferiranno l’esilio.
Ma la guerra civile è stata terreno di altri e chiari conflitti, interni alla Spagna ed esterni. Il conflitto spietato che il P.C.E. e il P.S.U.C. (sotto la guida dei dirigenti del Comintern, tra cui Togliatti e Vidali) hanno ben presto intrapreso contro il partito leninista antistalinista del P.O.U.M. che è stato inizialmente accusato e poi perseguitato ferocemente, fino all’arresto e all’uccisione dei dirigenti e dei militanti; al massacro degli anarchici a Barcellona nella primavera del 1937, fino allo scontro finale nel 1939 a Madrid tra il comandante dell’esercito del centro Casado, la brigata guidata dall’anarchico Cipriano Mera e i battaglioni stalinisti. In questa guerra civile si è assistito anche all’uccisione di intellettuali e comandanti anarchici come Camillo Berneri e Buenaventura Durruti, il primo ucciso dai militanti del PSUC e organizzati da Vittorio Vidali; mentre il segretario del POUM, Andres Nin, verrà rapito, torturato, ucciso e fatto sparire da agenti del Comintern. Ma la guerra civile è stata anche un terreno di scambio tra le potenze occidentali democratiche, i nazisti e gli stalinisti sovietici; i primi non hanno percepito Hitler come un pericolo e gli hanno permesso di aiutare i militari spagnoli oltre a lasciarli occupare l’Austria, la Boemia e i Sudeti; mentre Stalin ha usato la Spagna come pedina di uno scacchiere più importante, da un lato ha eliminato (come nelle purghe del 1938) tutti i suoi oppositori, dall’altra ha alla fine trovato un’alleanza con il dittatore tedesco (Patto Ribbentrop-Molotov) e quindi diviso il blocco occidentale. Ho utilizzato alcune opere per scrivere questo libro, si trovano alla fine del volume assieme alle altra consultate e lette. Ho avuto un aiuto soprattutto dai libri di Hugh Thomas ‘Storia della guerra civile spagnola’, di Pierre Broué e Emile Témime ‘La rivoluzione e la Guerra di Spagna’, da Felix Morrow ‘Rivoluzione e controrivoluzione in Spagna’ e da ‘Rivoluzione e controrivoluzione in Catalogna’ di Carlos Semprun Maura.
Un ringraziamento speciale agli anarchici della Guerra Civile Spagnola conosciuti a Parigi negli Anni Settanta, a Miguel Garcia Garcia conosciuto a Londra e militante della colonna Durruti, e a un buon numero di cittadini spagnoli che mi hanno fornito notizie utili; infine allo storico Pasquale Villani che molti anni fa mi ha permesso di scrivere la tesi di laurea sulla Guerra di Spagna.

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