MARIA MONTESSORI La vita è il metodo Vedi a schermo intero

MARIA MONTESSORI La vita è il metodo

Franco Serpi

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ISBN: 9788894995237

14,00 €

Costellazione Orione 128 - Psicologia e Sociologia - | p.129 | ed. dicembre 2018

Maria Montessori è stata una donna a cui l'umanità deve il merito della conoscenza e comprensione infantile.
Il mondo dei più piccoli, fino a quel momento ritenuto socialmente di poca entità, grazie ai suoi studi e al suo Metodo si è appropriato di un'importanza nuova, capace di rendere l'infanzia un campo osservabile e di attenta analisi.
Maria Montessori non voleva insegnare ai bambini, suo obiettivo era prima di tutto capirli, l'eccezionalità del suo Metodo sta proprio infatti nell'appoggiarsi ad una conoscenza chiara e sistematica della condizione infantile.
Freud scrisse: “Se i bambini fossero allevati in tutto il mondo secondo i suoi principi, la maggior parte degli psicoanalisti non avrebbe più niente da fare.”
Il Metodo Montessori và oltre la semplice applicazione didattica, costruito sulle fasi dello sviluppo infantile, definisce campi di azione scientifici che come scrisse un famoso neurologo, “funzionano perchè è così che funziona il cervello.”

Franco Serpi è nato a Viareggio e vive a Massa. Da quindici anni lavora nel settore sociale, vantando un curriculum vitae ampio e nutrito. Da due anni si occupa anche di formazione per docenti presso l'ANFID. Inviato da diversi Enti locali a compiere sperimentazioni e rilevazioni presso scuole e comunità della provincia di Massa Carrara, oggi collabora con l'associazione di volontariato “I sette nani ” ed ha uno studio ludico-psico-educativo privato a Massa. Svolge la mansione di Direttore presso una comunità educativa per minori.
Ha scritto due romanzi di successo presso lo stesso marchio editoriale: La sopravvivenza inutile e La primavera delle consapevolezze premiati entrambi con targhe importanti a livello nazionale ed ottenendo per entrambi i titoli la candidatura a romanzo rivelazione dell'anno. I suoi libri dall'anno 2020 verranno tradotti e venduti anche in tutto il nord Europa. Sta preparando un attesissimo romanzo storico, incentrato sulle dinamiche del primo Novecento.

PREFAZIONE
a cura della Dott.ssa Silvia Barbara Gori

Lo vidi entrare, una mattina di fine settembre, nell’atrio della scuola con passo deciso e leggero; un bel ragazzo, alto, magro, vestito alla moda, i capelli ingelatinati a formare una cresta.
Pensai: ma chi è questo?
Mai azzardare “giudizi”, ma , si sa, funzioniamo così, abbiamo bisogno di incasellare in categorie: studente? No; Professore? Forse un supplente…
Mah.
Non mi preoccupai più di tanto, a tempo debito avrei saputo.
Poco dopo Franco Serpi si palesò in ufficio per chiedere lumi riguardo al caso che gli era stato assegnato in qualità di educatore.
Cosa?! Un operatore della scuola?
I ragazzi se lo mangeranno!!!
Mi sbagliavo, e di molto.
Si presentò in modo essenziale, dimostrando sicurezza e un sorriso gentile; dietro quell’apparente spavalda ingenuità, più avanti avrei scoperto un professionista competente e di grande spessore umano.
Un vero educatore, tale da porsi come punto di riferimento, in grado di far emergere il meglio dai propri alunni, conquistandone la fiducia e costruendo con essi una relazione positiva, base imprescindibile di qualsiasi interazione formativa o d’aiuto.
Soprattutto con quei ragazzi così detti “difficili” che richiedono attenzioni speciali nell’esprimere il bisogno di sentirsi accolti incondizionatamente....
Ritrovo in questo testo sulla vita e il Metodo di Maria Montessori, l’attenzione e la passione dell’autore per il proprio mestiere, il voler approfondire la conoscenza in maniera semplice senza retorica, andando dritto al nocciolo della questione, non in maniera astratta e distaccata ma facendo esperienza, entrando nella sfera emotiva, attraverso il proprio vissuto.
Molto interessante e coinvolgente l’intrecciarsi della vita privata e professionale di Maria Montessori che fa da sfondo all’emergere della teoria pedagogico-filosofica e al tempo stesso la inquadra nel contesto della straordinarietà di una donna di fine ottocento ancora incredibilmente attuale.
Come afferma Edgar Morin in uno dei suoi ultimi lavori, la scuola ha il compito principale di “insegnare a vivere” sviluppando “l’autonomia e la libertà della mente”.
“La scuola, attualmente soprattutto per gli adolescenti, non fornisce il viatico benefico per l’avventura della vita di ciascuno. Non fornisce le difese per affrontare le incertezze dell’esistenza, non fornisce le difese contro l’errore, l’illusione, l’accecamento. Non fornisce […] i mezzi che permettono di conoscersi e di comprendere gli altri. Non fornisce la preoccupazione, l’interrogazione, la riflessione sulla buona vita e sul ben vivere. Insegna solo in modo molto lacunoso a vivere, fallendo in ciò che dovrebbe essere la sua missione essenziale.” (E. Morin “Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione” 2015).
C’è bisogno, oggi sempre di più, di recuperare questa dimensione educativa della scuola.
Trovo coraggioso, stimolante e se vogliamo anche innovativo, riproporre un metodo che ha attraversato indenne oltre 200 anni di storia della pedagogia.
Un metodo che pone al centro il bambino, non solo perché lo rende protagonista del proprio apprendimento personalizzando ed adattando strumenti e strategie didattiche, ma anche perché poggia sul presupposto che il bambino sia “costruttore dell’uomo” proprio per il fatto che sono i primi anni di vita a porre le fondamenta di ciò che sarà la nostra personalità.
Un metodo basato sul prendersi cura senza sostituirsi, sul rispetto e la libertà, sulla scoperta e l’esplorazione.
Attraverso l’ascolto attivo e il coinvolgimento diretto del bambino/ragazzo nel fare, l’insegnante costruisce un ambiente di apprendimento capace di favorire lo sviluppo dell’autonomia e la fiducia in sé.
Il percorso di costruzione della conoscenza diventa unico e irripetibile poiché si dipana attraverso esperienze significative, autentiche, reali, personali, che spesso prendono vita dall’“errare”.
Sbagliando, abbandonando la retta via, quella già tracciata e conosciuta che può essere solo ri-percorsa, si prende a vagare qua e là, scoprendo altre possibilità, luoghi inaspettati, disegnando la propria mappa concettuale.
Auguro a tutti i lettori, professionisti della formazione, genitori, studiosi delle scienze umane, studenti, di trovare la lettura di questo testo stimolante e piacevole, capace di suscitare ancora quello stupore intellettuale che scuote e attiva la mente, così come è stato per me.

Dott.ssa Silvia Barbara Gori
Dirigente Scolastica dell’“Istituto Comprensivo Forte dei Marmi”.

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