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cognomi valdesi nel casellario politico centrale

Giuliano Bascetto

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ISBN: 9788894995220

12,00 €

Costellazione Orione 124 -Storia e Politica-  | p. 84 | ed. novembre 2018

Le vicende esistenziali e giudiziarie di sei acattolici della prima metà del Novecento – cinque evangelici e un testimone di Geova, tutti di originaria estrazione valdese – come raccontate dai relativi fascicoli, qui pubblicati, appartenenti al Casellario politico centrale: Edoardo Rostan e la sua invettiva contro «colui che ha venduto Roma al Papa»; Mario Cignoni Penella, predicatore nella Catalogna franchista; Giosuè Vittorio Paschetto, traduttore della rivista “Watch Tower”; Paolo Rostagno, l’anarchico; Matteo Gay e Augusto Tron, i socialisti.

Giuliano Bascetto nasce a Roma nel 1988. A seguito della laurea triennale in Lettere classiche presso l’Università degli Studi “La Sapienza”, frequenta e conclude il biennio magistrale in Linguistica con la tesi Orosio anglosassone. Fasi pre-imperiali nella materia romana (Arbor Sapientiae Editore). Formatosi presso la Scuola Superiore di Grafologia di Roma, pubblica la tesi Quattro figure del protestantesimo sotto la lente della grafologia (Arbor Sapientiae Editore). Affida a Prospettivaeditrice il saggio archivistico I Valdesi nelle carte del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Scrive su riviste di studi letterari.

Introduzione

La creazione in Italia di un’anagrafe degli individui considerati pericolosi per l’ordine pubblico risale all’epoca
crispina. Con la circolare n. 5116 del 25 maggio 1894, nell’ambito della Direzione generale di Pubblica Sicurezza (Divisione Affari Generali e Riservati) del ministero dell’Interno, fu istituito un ufficio con il compito di curare l’impianto e il sistematico aggiornamento dello schedario degli oppositori politici: anarchici, repubblicani, socialisti, ma anche oziosi e vagabondi, furono oggetto di una capillare attività di sorveglianza che alimentò un consistente archivio di fascicoli personali.
L’organizzazione dell’ufficio e dell’archivio fu modificata con successive circolari fino ad assumere il nome di
Casellario politico centrale con la legislazione eccezionale del biennio 1925-26. Durante il periodo fascista l’attività di controllo della polizia si ampliò comprendendo non più soltanto i politici, ma tutta quell’indeterminata categoria definita genericamente “antifascista”, nonché gli allògeni, ossia le minoranze etniche soprattutto della Venezia Giulia. L’archivio è costituito da 152.589 fascicoli personali, con documentazione prevalentemente compresa tra il 1894 e il 1945: essi contengono note informative, relazioni, verbali  d’interrogatori, provvedimenti di polizia, iscrizioni nella Rubrica di frontiera2 o nel Bollettino delle ricerche3 e, spesso, una scheda biografica che riporta in sintesi l’intera attività dello schedato.
Nella presente sede si intende approfondire le vicende di sei acattolici così come presentate, appunto, dai relativi fascicoli appartenenti al Casellario politico centrale, attualmente stanziato presso l’Archivio centrale dello Stato. I nominativi – a esclusione del non valligiano Cignoni – sono stati individuati all’interno della banca dati del Casellario sulla scorta di Osvaldo Coïsson, I nomi di famiglia delle Valli Valdesi, Torre Pellice, Società di Studi Valdesi, 1975: per “Valli Valdesi” ci si riferisce all’enclave diatopico-linguistica delle Valli Pellice, Chisone e Germanasca provenzal-occitane, i cui cognomi risultano di frequente caratterizzati da marcate impronte grafiche. Per ciascun nominativo – introdotto, tra parentesi, dai numeri di busta e di fascicolo – ripropongo il report anagrafico e tutta la relativa, utile documentazione,  commentandola.

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