IL PROFUMO DELLA VITTORIA Vedi a schermo intero

IL PROFUMO DELLA VITTORIA

Massimo Brizi

a cura di Francesca Marotta

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ISBN: 9788894995206

14,00 €

Sport & benessere 06 | p.114 | ed. ottobre 2018

Dopo molti successi collezionati nella vita, si arriva ad un momento in cui si sente la necessità di tirare le somme e guardarsi indietro. Massimo non è ancora convinto che la sua carriera di atleta sia terminata, ma a 38 anni deve fare i conti con l'età che avanza e col fatto che altri interessi sono subentrati nella sua vita. E' quando si arriva a questo punto di svolta che si sente la necessità di fare delle riflessioni e di poter comunicare agli altri in un modo diverso. Molti atleti sono cresciuti e si sono perfezionati nella sua palestra, alcuni sono diventati campioni, altri no. Queste persone conoscono il Brizi maestro, ma solo chi lo ha allenato o ha assistito ai suoi combattimenti conosce il Brizi atleta. Apparentemente, l'opera, può sembrare una biografia ma non lo è. Dalle prime righe che descrivono il lungo percorso da atleta nascono delle riflessioni sulle fragilità della persona, sui suoi limiti e capacità. Non si diventa un buon atleta perchè si lavora costantemente sul fisico, ma perchè si ha un cambiamento nell'attitudine mentale verso sé stessi. Questa, come altri suggerimenti ed indicazioni, sono presenti nel libro, utili per chi voglia intraprendere il lungo percorso dello studio delle arti marziali.

Massimo Brizi nasce a Viterbo nel 1977. Compie gli studi superiori presso l'“I.T.I.S. Marconi" a Civitavecchia. A 18 anni vince il titolo di campione italiano di Full-contact. A 22 anni compra la sua prima palestra, grazie ai soldi guadagnati dai combattimenti. E' stato 22 volte campione del mondo di Kick boxing, ha gareggiato anche in altre discipline come il Sanda e la Muay thai, ma ha sempre trovato nel Full contact la sua massima espressione. Nel settembre del 2016, a 38 anni, conquista l'ennesimo titolo mondiale. Come maestro e presidente di federazione (IKTA Italia - http://ikaitalia.jimdo.com/i-k-t-a-italiaorganigramma/), spende la sua attività giornaliera tra l'insegnamento delle arti marziali e l'organizzazione di eventi pubblici. Nell'anno 2017 ha aperto un'altra palestra a Santa Marinella (RM), e un'altra, a Tolfa, è in via di apertura.

Ottobre 2016
Non è mai semplice scrivere della vita di una persona suscitando l’interesse di chi legge. Anche una vita spesa a girare il mondo può risultare banale se non si offre al lettore qualcosa che stimoli la sua immaginazione. Stavo riflettendo su questo quando arrivai davanti al cancello della villa.
Scesi dall’auto e suonai il citofono.
Cosa scrivere e come scriverla? Era un pensiero che mi ossessionava da una settimana, da quando mi aveva chiesto di aiutarlo a redigere la sua biografia.
“Sì, sono io, puoi aprirmi? Grazie!” Il cancello cominciò lentamente a ruotare sui cardini.
Salendo in auto diedi inavvertitamente un calcio ad un sassolino che iniziò a rotolare lungo la discesa. Lo osservai finchè non si arrestò in un avvallamento del terreno.
Forse questa era la chiave. Dovevo lasciare che le sue parole fluissero e che mi narrassero delle sue ambizioni soddisfatte, di paure e frustrazioni, di sogni realizzati e da realizzare, di incertezze e timori, perchè la vita è poi questo, nient’altro che un susseguirsi di emozioni.
Parcheggiai vicino alla sua Porsche rossa.
“Francy!” mi venne incontro sorridente. Ci conoscevamo da anni, perchè frequentavo la sua palestra ma in quel momento mi resi conto di non sapere nulla della sua vita.
Ci accomodammo nella veranda da cui si godeva una bella vista sulle colline. L’autunno era evidente dalle macchie di colore rosso e giallo che interrompevano, qua e là, la monotonia del verde brillante del prato. Qualche albero sparuto ondeggiava le foglie alla leggera brezza che saliva dal mare.
Non faceva freddo, il tepore autunnale ci avvolgeva come una leggera coperta, permettendoci di sedere sotto il cielo.
“Ti confesso che sono nervoso” mi disse in un soffio.
Stavo armeggiando col registratore, quando udii le parole e mi volsi a guardarlo.
“E per quale motivo?” chiesi stupita. Non lavoravo per nessuna testata giornalistica, non ero una scrittrice famosa o aspirante tale e ci conoscevamo da molto tempo.
“Beh” sorrise imbarazzato “non capita tutti i giorni di dover essere intervistato da qualcuno che poi scriverà di te e della tua vita”.
Sorrisi a mia volta. Se c’era una cosa in cui ero brava, era quella di sapere mettere a loro agio le persone durante un’intervista.
Cominciavo dalle domande più scontate, girando in tondo, in cerchi concentrici sempre più stretti, per soffermarmi laddove percepivo qualcosa di interessante ed era lì che cominciava la mia opera di scavo.
Accesi il registratore e lo posi sul tavolo.
La vita di una persona può essere lunga o corta, segnata da eventi positivi e negativi, ma solo alcuni di essi rappresentano dei crocevia. Decisi di partire dal primo di questi.
“Qual è stato l’episodio, nella tua vita, che ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?”

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