IDENTITÀ RIFLESSE La verità senza regole Vedi a schermo intero

IDENTITÀ RIFLESSE La verità senza regole

Armando Benedetti

Maggiori dettagli

ISBN: 9788894995114

14,00 €

Lettere 318 | p.240 ! ed. luglio 2018

Luca, studente universitario fuori corso, vuole scoprire la verità sulla scomparsa di sua madre, avvenuta quando era bambino. Una recente rivelazione lo assilla: la donna era stata minacciata dal titolare di una libreria esoterica, ormai defunto. Per fare luce sulla vicenda si mette sulle tracce della figlia di quel misterioso libraio. Una circostanza che lo proietta dentro una trama ricca di colpi di scena, dialoghi serrati e riflessioni toccanti. Roma e Torino, nei loro meandri più occulti, diventano il teatro di personaggi ambigui, come lo stesso Luca. Lui, però, vuole che tutti facciano i conti con il loro passato, anche a costo di un atto eclatante.

Armando Benedetti è nato a Roma nel 1969. Vive e lavora a Milano.
Giornalista Sky dal 2003, autore di format televisivi. In precedenza produttore Mediaset. Ha pubblicato nel 2013 “I figli sono delle madri”
(Cento Autori).

Prologo

Alle sette la sveglia del cellulare intona Come Together dei Primal Scream. Le persiane non lasciano passare la luce, ma dietro splenderà il sole. Luca non ha dubbi.
Una sbirciata allo specchio: la camicia bianca Ralph Lauren gli dona, così come i capelli mossi e lunghi al punto giusto. Del resto, il fascino della precisione casuale può nascondersi anche in un paio di ciocche biondo cenere ribelli alla gravità. Lo sguardo poi… un’indubbia eccellenza. Quando lui punta quegli occhi verdi su una persona ottiene ciò che vuole, soprattutto quando lo stato d’animo esalta il carisma, come oggi deve essere.
Bruno dorme ancora nella stanza accanto. Meglio non rischiare di svegliarlo. Un bravo ragazzo, per carità, ma stamattina bisogna evitare perdite di tempo.
Luca freme davanti all’ascensore, sempre occupato per la consueta spola di anziani tra il condominio e il mercato di Campo de’ Fiori. Si apre la porta alle sue spalle:
«Esci così presto?».
«Un appuntamento…».
«Ci pensi tu alla spesa stasera, vero?».
«Bruno… magari prenderò qualcosa giù al cinese…».
Luca saluta l’amico con un cenno e prende le scale, tre gradini alla volta. Finalmente il viso rivolto al cielo e un respiro a pieni polmoni. A quanto pare l’ottimismo ha già plasmato la realtà, dato che il sole attraversa quella mattina di fine settembre con elegante riserbo, ormai appagato dagli straordinari estivi. L’aria pungente, intanto, si compiace della sua brezza fresca e della complicità dell’autunno. Un clima attribuibile all’umore, non di certo a una semplice coincidenza favorevole.
Passa davanti alla vetrina della panetteria, si ferma di colpo. Lo stesso accade davanti alla farmacia per osservare la sua immagine riflessa, quella da fermo e quella della ripartenza, utile per impostare l’andatura corretta. Incedere energico, sguardo dritto di fronte: ecco i segreti da ripetere come un Mantra, perché bisogna sembrare felici, sempre.
Si avvia in scooter con l’intento di evitare il solito tragitto, a causa di una manifestazione in corso davanti al ministero dell’Economia. La schiena sempre troppo arcuata: prima o poi dovrà liberarsi di quel catorcio inadeguato alla sua stazza. Nel frattempo, il casco gli ha schiacciato i capelli vanificando qualsiasi effetto sbarazzino.
Lo accompagnano le fasi del programma da attuare una volta a destinazione. I semafori, intanto, regalano tregue e ristabiliscono ordine, subito contaminato dagli sguardi sordi degli estranei incrociati lungo il percorso, tutti ignari di lui e della sua storia.
Una volta arrivato a Scienze della Comunicazione, entrerà senza farsi notare. Il tipo in genere rimane a studiare nell’aula dieci fino alle quattordici, poi raggiunge il bar. Sempre puntuale.
Lì solitamente si siede con Francesco, il napoletano secco e spilungone, e con Piero, un suo vicino di casa. Meglio non incontrarlo mai quest’ultimo, inetto radical chic fuori moda: alla larga lui, capi firmati e serate nei centri sociali.
No, non sarà difficile portare a termine la missione perché anche quel ragazzo deve chiedere la tesi. Stesso indirizzo, stessi tempi, una bella coincidenza se lo fosse. E la tesi sarà ovviamente il primo argomento di conversazione, il resto verrà spontaneo, nessun dubbio.
Come approcciarlo però? Quello va sempre in giro con diversi libri sotto al braccio: se, come previsto, il corridoio sarà affollato, basterà passargli accanto fingendo di perdere l’equilibrio in modo da fargli cadere i suoi benedetti libri. A quel punto, aiutandolo a raccoglierli, sarà sufficiente dare una sbirciata ai titoli per attaccare discorso, e per arrivare alla tesi. Alla tesi, certo, quella che prepareranno insieme. Del resto, riparleranno spesso del caso imponderabile per il quale ancora non si erano conosciuti di persona pur frequentando la stessa facoltà. Tempo scaduto. Luca infila la catena tra i raggi della ruota posteriore dello scooter; fissa l’ingresso con aria marziale. Sì, la ragione di quell’azione va oltre la sua vita.
Tutti gli attori consapevoli della farsa sconteranno le loro colpe e chi ne è all’oscuro sarà travolto dalla verità. Lo deve a sua madre, perché si faccia luce sulla sua sparizione avvenuta quando lui era ancora un bimbo.
Da poco più di due anni desidera questo momento con vigore ostinato. Da quando incontrò una signora che da lei ricevette una confidenza, forse l’ultima prima di dileguarsi nel nulla. A lei, amica d’infanzia, sua madre raccontò che aveva paura perché un uomo la ricattava con la minaccia di rivelare al marito un segreto inconfessabile. Le disse, inoltre, che quel tizio viveva nel suo quartiere di Torino dove gestiva una libreria. La signora non ricordava il nome e il cognome che sua madre pronunciò; a pensarci bene le suonava simile a “Murazzi”, come gli approdi per le barche del Po, oppure “Muratti”, la marca di sigarette. Quanto bastò per scatenare in lui la necessità di saperne di più. Il cambio di facoltà da Torino a Roma fu la diretta conseguenza delle prime scoperte: il vero cognome, Maratti, l’individuazione del nipote di quell’uomo, uno studente di Scienze della Comunicazione. Sa molte cose adesso su Marco, come sulla sorella. Ha osservato di nascosto anche la loro madre, Enrica, una donna attraente dai capelli castani accesi da riflessi rubino. Una combinazione cromatica che esalta il blu intenso dei suoi occhi. Lei potrebbe custodire alcuni segreti del padre, il libraio persecutore, compresi quelli che riguardano la verità che Luca vuole scoprire a tutti i costi.
«Oh! Scusa! Oddio… non l’ho fatto apposta…».
«Niente, niente…».
«Ti aiuto… aspetta!».
«Ma no, lascia stare…».
«Ah, Nuvole e Orologi di Popper… l’ho letto anche io!».
«Ah sì?».
«Piacere mi chiamo Luca, e tu?».
«Marco… Sei all’ultimo anno anche tu?»
«Mi manca soltanto la tesi…».

Non ci sono commenti dei clienti per il momento.

Scrivi il tuo commento

IDENTITÀ RIFLESSE La verità senza regole

IDENTITÀ RIFLESSE La verità senza regole

Armando Benedetti

Scrivi il tuo commento

Prospettiva editrice sas Via G. Matteotti, 19 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it