A TAVOLA ALLA BANDITACCIA Vedi a schermo intero

A TAVOLA ALLA BANDITACCIA

LAURA PASTORE

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ISBN: 9788894995107

12,00 €

Libri | p. 74 | luglio 2018

Con questa guida inconsueta mi auguro di poter far crescere la curiosità del lettore sul popolo etrusco, di cui troppo poco si parla, ma che tanto ha da raccontare in ogni sua sfaccettatura, ma anche del territorio di Cerveteri, Santa Marinella e dintorni, che è stato culla delle nostre origini.
Il sito archeologico della Banditaccia è un angolo di storia da visitare per respirare un’aria lontana ma che è parte del nostro DNA e che una volta nella vita ognuno di noi dovrebbe andare a scoprire.
La mia fortuna è stata non solo quella di viverci, a Cerveteri, ma anche di incontrare persone che mi hanno fatto amare questo luogo, come il Maestro Ennio Tirabassi che ha partecipato con entusiasmo e con grande competenza alla realizzazione della mini guida che troverete all’interno, fornendo notizie e immagini che possono accompagnare in un percorso veloce ma efficace della Necropoli.
Le ricette invece sono una mia antica idea, legate ad una passione per un territorio che offre ancora un cibo sano e di alta qualità, con le sue aziende agricole e vinicole e con una tradizione culinaria che si tramanda da generazioni.

pastore

Laura Pastore nasce a Roma il 4 agosto del 1973 dall’attrice Jeannette Len e dal regista Sergio Pastore.
Laureata in giurisprudenza, giornalista pubblicista, intraprende la sua carriera politica da ragazza proprio nel Comune di Cerveteri dove viene eletta nel 1998 Consigliera Comunale, per diventare poi Vice Sindaco ed essere poi rieletta una seconda volta.
Continua la sua attività politica a Roma come Consigliera del Municipio 1 Centro Storico anche qui per ben due volte, e poi Vice Presidente. Si sposta poi nel IV municipio di Roma come Assessore per arrivare in Campidoglio per alcuni mesi, coronando così il suo sogno di essere Consigliera Capitolina.
Ama scrivere e promuovere eventi e contemporaneamente alla politica scrive due libri: “Amor ch’a nullo amato” e” AppuntiAmente” in ricordo del padre scomparso nel 1987.
Si occupa di promozione del Cinema Italiano all’estero, partecipando all’organizzazione del Premio Internazionale Lumiere a Parigi, in Francia e delle Targhe d’oro Europee.
Ricopre l’incarico di Ufficio stampa per Laziodisu, l’ente regionale per il diritto allo studio. Attualmente svolge la sua attività legale a Roma.

prefazione
di Tiziana Pasetti

Il mio primo ricordo chiamiamolo etrusco risale a quando avevo undici anni e da Monte Compatri, paese dei Castelli Romani che ha avuto l’onore immenso di darmi i natali, partimmo, con la scuola, in gita. Cerveteri e Tarquinia. Ricordo solo sgridate e grandi risate. Gli etruschi, allora, non mi colpirono molto. Poi ne ho un altro. Nel 2000 mi sono trasferita a L’Aquila: in un paesino a pochi passi dal capoluogo abruzzese, Fossa, è stata rinvenuta una antichissima necropoli, 500 tombe scavate in un territorio di circa 3500 mq a testimonianza di qualcosa ancora non scritto nei libri di storia ma nelle stelle. Gli etruschi mi stavano cercando, volevano parlarmi, conquistarmi. Hanno dovuto aspettare millenni, in effetti. Ma la pazienza, come dicevano i nostri nonni e sicuramente anche gli abitanti di Cerveteri e Fossa, viene sempre ricompensata! Un banchetto con i fiocchi, pietanze strepitose, tavole imbandite ad arte: tutto questo è giunto fino a me qualche giorno fa, grazie a mia sorella che di Laura, l’etrusca dei giorni nostri, è amica. “Scrivi una prefazione?” Mi ha chiesto. Che è un po’ come dire “siediti a capotavola, sei l’ospite d’onore”. Ho detto sì. Come si fa a dire di no a una sorella che vive lontano e alla quale, quando eri una bambina pestifera, hai tagliato in due con le forbici il suo amato maglione di lana con le treccione infeltrite? Ho detto sì a denti stretti mentre pensavo “ma chi so’ ‘sti etruschi? E che scrivo? Io me la magno!”. Ho mangiato, invece delle sue braccia impanate e fritte con olio di arachidi, la frittata di puls in mare. Una meraviglia (unica variante, la sostituzione del pecorino – che da brava romana non sopporto - con il parmigiano), un concerto di sapori perfetto, pieno, ricchissimo nell’eleganza essenziale degli ingredienti.
Allora questi etruschi me li sono rigirati per bene in bocca, li ho assaporati, li ho cercati con curiosità assetata mentre ero in viaggio verso Milano. Una grande storia, la loro, uomini e donne ‘di oggi’ più di quanto riusciamo ad esserlo noi. Donne senza necessità di quote rosa, uomini rispettosi. Pensate, al patronimico, il prenome del padre, si aggiungeva anche il matronimico. 
Voglio restare seduta qui con loro e mentre mangio i loro piatti eccellenti e igienici ascoltarli ‘parlare’. Sedetevi anche voi. Alla mia destra e alla mia sinistra (ricordate? Io sono a capotavola!). Laura?
Prego. Comincia a servire.

L’Aquila, 27 giugno 2018

Tiziana Pasetti giornalista

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