SOLE DI STAGIONE Vedi a schermo intero

SOLE DI STAGIONE

Francesca Innocenzi

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ISBN: 9788894995060

14,00 €

Lettere 313 | p.66 | ed. aprile 2018

Nel corso della vita, rifletteva, splendono molti soli, e ciascuno è un sole di stagione.
Sullo sfondo di una città anonima e indifferenziata si incrociano i destini di tre coppie, tra la vanità di rapporti di facciata, erotismo e segreti inconfessabili.
Al centro della vicenda il giovane Claudio, la sua esistenza precaria e senza progetti, la sua totale indifferenza verso gli altri, la ricerca di una libertà che è il più prezioso bene e la più grande condanna.

Francesca Innocenzi (Jesi, 1980) ha pubblicato la raccolta di racconti Un applauso per l’attore (Manni 2007) e le sillogi di versi Giocosamente il nulla (Edizioni Progetto Cultura 2006) e Cerimonia del commiato (Edizioni Progetto Cultura 2012). Ha curato studi sulla cultura tardoantica e diverse antologie di poesia contemporanea. Sole di stagione è il suo primo romanzo.

[da nessuna parte]

I raggi di un sole torrenziale precipitavano fitti. Inondavano di giallo i vetri delle auto, dove i tergicristalli, impotenti, se ne restavano immobili, e l’asfalto si infuocava sotto le scarpe dei rari passanti.
La macchina di Claudio si fermò di colpo vicino a una piazzola. La portiera si spalancò e all’interno balzò Miranda. Era piccola e rossa, il viso tondeggiante; le labbra dipinte disegnavano un arduo profilo di cuore. Quelle labbra salutarono Claudio con un rumoroso schiocco sulla guancia. Il giovane ingranò la marcia e ripartì. Miranda sospirò. «Sei silenziosa, qualcosa non va?» chiese Claudio senza distogliere lo sguardo dalla strada.
«Lo sai già. A che serve discuterne ancora?». 
Claudio non disse nulla. Il sole battente sul vetro stava pericolosamente riducendo la visibilità. Strinse più forte le mani sul volante e, per qualche secondo, lasciò che i suoi occhi indugiassero su di esso.
«Quindi» riprese Miranda seccamente «che intenzioni hai? Hai o no cambiato idea? Andrai o no a vivere con lei?».
Claudio frenò di botto perché un incauto pedone aveva attraversato all’improvviso correndo. L’auto si arrestò con uno stridio di ruote.
«Incredibile! Imbecille!» gridò Miranda, rivolta allo sconosciuto appena approdato sul marciapiede. E subito dopo, già dimenticandosene: «Ripensaci, ti prego, sbaglieresti di grosso.
Noi stiamo bene insieme, non è vero? E allora che bisogno hai di andare a vivere insieme a un’altra?».
Claudio continuò a tacere e la donna, simulando d’un tratto la stessa noncuranza, si voltò alla sua destra verso il finestrino.
Stavano oltrepassando un quartiere residenziale e le grigie facciate dei palazzi che sfilavano rapide non si lasciavano riconoscere. Sembrava appartenessero a nessun luogo. «Ok, ho capito» riprese brusca «su, dimmi: dov’è che andrete ad abitare?».
«Via Barilatti 187. Terzo piano, interno 15. Seconda porta a sinistra dell’ascensore. Lì andremo a stare. Soddisfatta? E adesso, se vuoi farmi la cortesia, domandami pure qualcos’altro».
«Bella, questa! Domandami qualcos’altro… Cosa vuoi che me ne importi di qualcos’altro? Stai per andare a convivere con un’insulsa sciacquetta e pretendi che io faccia finta di niente. Assurdo».
«Sì, può darsi che sia effettivamente assurdo. Ma potresti chiedermi lo stesso, che ne so, delle previsioni del tempo, per esempio, oppure di che cosa farò stasera».
Ora i raggi del sole parevano meno fitti, nuvole basse e sfrondate tappezzavano il cielo.
«D’accordo» replicò Miranda rassegnata. «Vediamo: cosa farai stasera?»
«Andrò al cinema».
«Con lei?».
«Con lei».
«Dove? Al multisala?».
«Certo, così poi si fa un giro».
«E che film vedrete?».
«Non ricordo di che si tratti, non sono io a scegliere. Per me è indifferente. Tanto, male che vada mi metto a sonnecchiare».
«Capisco…». Miranda si interruppe, come se la voce le si fosse spezzata di colpo. Estrasse dalla borsa un fazzoletto di carta e si soffiò rumorosamente il naso. «Senti caro, dopotutto non te l’ho ancora chiesto: dove mi stai portando?». Erano arrivati a una circonvallazione, una lunga fila di automobili procedeva lentamente. Accodandosi, Claudio ricordò tra sé come loro due, fino a poco tempo prima, si divertissero girando così a vuoto, senza una meta precisa, per amore del proibito e dell’avventura; e, alla fine, approdavano in un luogo appartato per lasciare spazio alle carezze.

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