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NINA

Lele Silingardi

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ISBN: 9788874189960

12,00 €

Lettere 309 | p.111 | ed. dicembre 2017

Lui e lei, questi i loro nomi.
Il ricordo vivido, contorto ma ancora ben presente di lei che se n'è andata o che forse non si era mai fermata davvero. Una storia che ricomincia improvvisamente un giorno qualsiasi quando i ricordi tornano a galla prepotenti, alla fine della rabbia che inizialmente rende impossibile guardare le cose con la giusta dose di sincerità.
Raccontare l'amore pur restando originali non è certo facile, probabilmente si è già detto tutto.
Oppure, (altrettanto probabile) ognuno di noi se lo racconta a proprio modo.
Mi piace pensare che NINA non sia soltanto un libro che parla d'amore, piuttosto una lettera scritta e mai consegnata. Scritta alla mia maniera.
Una sorta di messaggio nella bottiglia gettata in mare che aspetta d'essere raccolta e raccontata a qualcun'altro.
In amore non si vince mai e nemmeno si perde. In amore conta solo la pelle che ci metti senza bisogno di portarla a casa ogni volta.
Del resto a me piace pensare che "Quando una storia finisce l'amore non muore mai ma vola in cielo come l'anima...."

Perdonami per i minuti che trascorrerò lontano da te, ma tutto il tempo che ci posso mettere varrà il ritorno perfetto.
Perché sai già che la promessa del mio bacio nel tuo vale più di tutti i baci che sono serviti a raccontarlo.
Perdonami per l'uomo che vorrei essere e che non sono mai stato, ma ci vuole troppo coraggio anche ad immaginarmi felice senza di te.
(Me ne sono accorto subito, la prima volta che ho provato a dimenticare).


In copertina: cover by Barbara Bocedi

Lele Silingardi è nato a Reggio Emilia il 27 Marzo 1974.
Per Prospettivaeditrice ha pubblicato "La vera storia di Elvis" (2014). “NINA” è il suo secondo romanzo.

Il cane abbaia e tira le coperte.
Un filo di luce sottile che penetra dalla finestra della stanza e i loro corpi uniti come se li erano sempre immaginati, vicini come dovevano essere fin dall’inizio. L’ultimo brandello di notte era fuggito via veloce nel momento in cui lei chiuse gli occhi per sempre, portandosi via il ricordo della vita così come gliel’avevano sempre raccontata. I loro occhi calarono nello stesso sguardo in un attimo, nel momento stesso in cui s’accorsero che la loro pelle era già la stessa cosa. Ogni momento che lei ancora non sapeva era già vero nel destino di lui che la respirava da così vicino.
(Come doveva essere fin dall’inizio).
Le loro mani unite a trattenersi fino a domani, in quell’incastro perfetto di cui tanto avevano sentito parlare.
Perdonami se ancora non so cosa sarà della nostra vita insieme, le disse semplicemente questo lui, mentre le labbra di lei avevano già cominciato a chiamarlo. 
Perdonami se ancora non so quanto tempo ci metterò a realizzarla, ma sicuramente so già che nome darle.
Perdonami se perdo tempo a pensare cosa ne sarà di noi, mentre tu che t’avvicini ogni mattina sarebbe l’unica cosa certa da sapere. Perdonami se puoi, ma ogni volta che pronuncio il tuo nome ho la netta sensazione d’averlo già pronunciato mille altre volte, mentre il sorriso di lei venne a galla per sempre e lui a indossarlo per intero. Perdonami per i minuti che trascorrerò lontano da te, ma tutto il tempo che ci posso mettere varrà il ritorno perfetto. Perché sai già che la promessa del mio bacio nel tuo vale più di tutti i baci che sono serviti a raccontarlo.
Perdonami per l’uomo che vorrei essere e che non sono mai stato, ma ci vuole troppo coraggio anche ad immaginarmi felice senza di te.
(Me ne sono accorto subito, la prima volta che ho provato a dimenticare).

PARTE PRIMA
Un posto fantastico Lui si trovò davanti ai suoi occhi all’improvviso. Fece finta di non capire, ma nell’istante esatto in cui tentò di non pensarci ammise già la colpa. Quello sguardo si posò su quel corpo di donna con tutta la naturalezza e l’appagamento di una folata di vento primaverile, e nel momento esatto in cui lei lo vide arrivare e cercò di ripararsi, ammise già la tentazione. Quante volte t’ho mancata finora. Scusami, ma non sapevo ancora come coglierti, disse lui. Era stupido pensare che la vita fosse solo un gioco del quale sorprendersi continuamente da soli, disse lei. Oggi è magnifico meravigliarsi di questa vertigine che nasce, senza sapere dove condurrà esattamente. Erano due luci antichissime quella sera, partite tanto tempo prima da universi così lontani che non si sarebbero mai potute incontrare.
Il battito delle tue ciglia scure è uno spazio impenetrabile e sperduto, pensò lui. Da dove giunge quel segreto che mi stai chiedendo di svelare? Raccontami qualcosa di me, disse lei. Raccontami qualcosa di me che nessun altro sappia mai desiderare. Sembrava passato un secolo quella sera, ma quel viaggio interminabile
durò semplicemente un momento, semplicemente per quell’attimo. Per quell’attimo che evidentemente bastava.
Il suo cuore aveva ricominciato a battere. 

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