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AL DI LÀ DEL TEMPO

Marina Ristè

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ISBN: 9788874189847

14,00 €

Lettere 304 | p.146 | ed. ottobre 2017

Questo romanzo di fantascienza che è stato premiato a Roma il 15/10/2016 è dedicato ai ragazzi nella speranza che gli suscitino emozioniinteressandoli alla lettura. Marina Ristè

Marina Ristè coltiva la passione per l’arte; nel corso degli anni, ha ottenuto numerosi riconoscimenti per le sue opere (raconti, favole, poesie, romanzi e canzoni), in Italia (Milano, Torino, Venezia, Verona, Firenze, Sanremo, Roma) e all’Estero con la statuetta della libertà d’America e la targa Magna Grecia; ha frequentato tre anni un corso di teatro che completa la sua formazione artisticoletteraria e questo le facilita la creazione dei suoi personaggi e le loro vicende. Sito ufficiale da scrittrice www.marinariste.it

CAPITOLO PRIMO

Come un lampo nel cielo, quel grande bagliore illuminò tutto intorno con una scia argentea; aveva pietruzze colorate che cadevano a pioggia posandosi sul terreno roccioso; sembrava un paesaggio incantato.
Il verde dei prati, brillanti di rugiada, risplendeva come cristalli di luna.
Che magnifico spettacolo era apparso agli occhi di un bimbo dai riccioli d’oro come quelli della sua mamma; il suo sguardo si stava avvicinando al ruscello, dove quei piccoli raggi del sole affioravano dalle nuvole e scivolavano piano nell’acqua trasparente.
- Sem! Sem! Sem! È tardi, dobbiamo andare dal dottore.
- Eccomi mamma, un momento soltanto.
Il ragazzino chiuse la finestra e come per incanto, tutto quello che vedeva, in un attimo si trasformò. Era stata una magia? O forse era frutto soltanto della sua fantasia? Qualunque cosa fosse stato, era inspiegabile e il mondo che lo circondava ora non l’avrebbe compreso.
Ormai ciò era diventato completamente diverso da quello che gli appariva un momento prima guardando fuori dalla finestra; era una città di provincia, ma anche se con piccole zone di verde, non assomigliava nemmeno lontanamente al panorama che il dolcissimo Sem aveva visto qualche momento prima.
- Su, da bravo, lo sai che poi devo andare a lavorare; la piccola Betsy e Letizia ci stanno aspettando e…
- Sì mamma.
La donna aggiustò i suoi riccioli ribelli con un vecchio pettine e poi, insieme al bambino uscì in strada. Appena saliti sull’auto, la bionda signora incominciò ad avviare il motore; una volta, due, tre…
- Accidenti non parte, ma che è successo oggi? Ce l’hanno tutti con me!
All’improvviso lo sguardo di Sem si posò prima sul viso della sua mamma e poi sul cruscotto con i tasti dell’accensione; quindi bastò appena un secondo e la realtà cambiò.
La donna rimase immobile per un momento come impietrita, ma poi partì con l’auto.
Cosa stava accadendo?Il bambino era seduto lì accanto alla sua mamma, ma che strana cosa aveva fatto; con gli occhi e la mente aveva riacceso il motore dell’auto.
Tutto era successo in un istante e senza che ricordasse nulla dell’accaduto, la donna arrivò allo studio medico.
Che visita breve fu la sua: due minuti di attesa in sala d’aspetto e il tempo di esaminare il bambino ascoltando il cuore e controllando la gola.
- No signora, è tutto a posto, suo figlio è sano come un pesce; non serve prolungare la cura, soltanto sospenda il corso in piscina e lo porti al mare d’estate.
- Grazie dottore, farò come dice.
- La saluto e tu stai tranquillo, al mare puoi nuotare quanto vuoi; è il cloro che ti provoca allergia e quegli attacchi respiratori.
- Su, saluta il dottore.
- Buon giorno e grazie.
- Di nulla, è il mio lavoro.
La donna e il bambino uscirono dalla stanza e altre persone si avviarono dentro insieme con un’infermiera.
Camminando piano nel corridoio per arrivare alle scale del centro medico, un signore respirava affannosamente e proprio davanti ai loro occhi, cadde disteso sul pavimento; subito qualcuno si affrettò a chiamare il dottore che cercò di calmarlo, ma la crisi era troppo forte. 
Così nel caos della gente che si era impaurita, il piccolo Sem chiese dell’acqua e un fazzoletto pulito; mentre tutti lo guardavano stupiti, fissò il bicchiere, dopodiché versò metà del contenuto sul fazzoletto e cercò di coprirgli la bocca.
Pian piano l’uomo incominciò a respirare meglio e il medico rimase sorpreso.
- Ecco, si sta riprendendo.
- Sei stato bravo.
- Grazie, ma non ho fatto nulla: ho abbassato soltanto il tasso di polvere dell’aria che respirava.
- Cosa?
Il giovane dottore che aveva capito la cosa strana che era capitata, per non allarmare la gente e nemmeno esaltarla troppo, mascherò quel gesto dicendo:
- Sicuramente questo signore ha dimenticato a casa la bomboletta per l’asma.
Un sospiro di sollievo e tutto ritornò alla normalità; il dottore ricominciò a visitare i suoi pazienti e la mamma con il piccolo Sem si avviarono all’uscita.
Arrivati al portone all’inizio delle scale, però, un uomo dall’accento strano tentò di fermare la donna per chiedere spiegazioni del gesto che aveva visto fare; ma il bambino d’impulso lasciò la mano della mamma e scese di corsa:
- Mamma ti aspetto giù, è tardi, ci stanno aspettando e non voglio che tu abbia problemi a lavoro.
- Sì, arrivo; ma non correre così. Mi scusi, però devo lasciarla, ho molta fretta.
E così dicendo, la donna si allontanò velocemente lasciando lo sconosciuto con uno sguardo sconcertato ed enigmatico perché non era riuscito a sapere nulla.
Nella sua mente si giravano e rigiravano interrogativi senza risposta e guardando le scale dove i due erano spariti in un secondo, disse fra sé: “Non sarà per caso… ma ti ritrovo piccolo bastardo; non avrai scampo anche se…”
Ma in quel momento un’infermiera si avvicinò all’uomo che si sorprese ascoltando le sue parole.
- Quella signora dai capelli rossi mi ha detto che era arrivato prima;
se mi vuol seguire, il dottore la sta aspettando.
- Ah sì, mi scusi mi ero distratto con tutta quella confusione.
- Non si preoccupi, venga; non facciamo attendere ancora, non vorrei che gli altri pazienti si innervosiscano.
- Sì, sì, ha ragione.
E dicendo quelle parole, l’uomo la seguì senza aggiungere altro.
Intanto in strada, Sem avvicinandosi all’auto parcheggiata, sentì la voce di sua madre che stava correndo.
- Sem, ma che ti è preso per scappare via così come il vento? Prima eri tu che perdevi tempo e ora…
- Dai mamma, lo faccio per te, non voglio che si chiedano perché abbiamo fatto così tardi; e poi, ho promesso a Betzy che l’avrei portata sull’altalena.
- La donna si guardò sorpresa perché quella bambina era una vera peste, ma Sem sapeva sempre come farla star buona limitando i suoi capricci.
- Dai mamma, Sali, non facciamo aspettare tutti, altrimenti dovrai trovarti un altro lavoro.

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