Ed infine giunse l’assurdo Vedi a schermo intero

Ed infine giunse l’assurdo

Gianmaria Fedele

Maggiori dettagli

ISBN: 978 88 7418 952 6

12,00 €

Foglio 70 | p.102 | ed. luglio 2017

E se la vita non venisse più vissuta realmente?
Se il volto dell’uomo avesse perso i propri tratti distintivi, a guadagno invece di un anonimato sterile? Se il mondo si ritrovasse all’improvviso ad applaudire individui che altro non vogliono se non gonfiare il proprio stomaco?
E se infine l’animo umano avesse quasi del tutto abbandonato il richiamo della libertà assoluta con la quale nacque in tempi antichi? Non sarebbe allora istintivo chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e mormorare a denti stretti… L’assurdo… è giunto il tempo dell’assurdo

fedele

Gian Maria Fedele nasce a Palestrina (rm) il 4 agosto 1989, fin da piccolo mostra  grande interesse per tutto ciò che riguarda la scrittura, il teatro, la musica e altro. Attivo nell’ambito dello spettacolo studia all’accademia teatrale “le fondamenta” dove si iscrive all’età di 19 anni, debutta in scena con lo spettacolo musicale “jesus christ superstar” nei panni di S.Pietro. Da lì per circa due anni studia canto lirico presso il tenore Di Giacomo a Roma dove perfeziona la respirazione diaframmatica e l’impostazione della voce, al termine dei quali ritorna in scena con lo spettacolo “li promisi sposi” parodia della ben più famosa “i promessi sposi” dove lo si vede interpretare un frizzante e anticonformista Don Rodrigo. Tutto questo senza mai dimenticare la lettura e la scrittura, che per lui rappresentano i più vecchi degli amici. Attualmente lavora come Imprenditore edile e fa parte di una compagnia teatrale con la quale porta in scena ogni anno uno spettacolo del tutto inedito, cioè ideato scritto e diretto dalla regia stessa. Appassionato di trekking si spinge ogni anno su montagne sempre più alte come ad esempio le dolomiti del brenta in trentino, luoghi dalla quale poter osservare panorami sempre nuovi e che certo susciteranno grandi stimoli per nuove scritture.

In una parola come si definirebbe?

Curioso, ciò che fin da giovanissimo mi ha sempre spinto oltre, alla scoperta di nuovi mondi da vedere e vivere e nella quale poter crescere attraverso l’esperienza è la curiosità! Senza la quale non so proprio cosa farei…

Perché il titolo “e infine giunse l’assurdo”? 

Per me questo titolo è molto importante, non è semplicemente una frase messa lì ma è qualcosa di molto incarnato in me, la mia curiosità oltre a spingermi verso nuovi orizzonti mi ha sempre suggerito di guardarmi attorno e ragionare sui comportamenti delle persone, sulle loro azioni e reazioni e meditare sul motivo profondo che guida tali passi. Nel corso degli anni mi sono reso conto di come alcuni aspetti che per me razionalmente sono del tutto assurdi e lontani da ogni logica umana, siano invece diventati semplice routine per determinati uomini. Da qui nasce l’idea di “infine giunse l’assurdo” , cioè portare questo aggettivo ad un livello superiore e renderlo quasi tangibile così da mostrarne ancora più chiaramente il suo volto deforme e malsano.

Vuole forse essere una critica alla società? 

La società si auto critica ogni giorno, non ha bisogno del mio giudizio perché già da sola si lacera continuamente. Ciò che ho cercato di fare è stato semplicemente mettermi a nudo e mostrarmi per come sono, delineando il mio modo di pensare. Quindi più che una critica direi invece che vuole essere una “presa di posizione”.

 Chi sono gli autori dai quali sente di aver preso tanto?

 Sono cresciuto alla scuola di Jack London, di Checov  e le sue novelle,  ma anche di Edgar allan poe e di shakespeare che amo profondamente, il suo modo romantico e poetico di affrontare le tematiche più dure e profonde della vita sono assolutamente geniali , così come lo sviluppo emotivo che riesce a imprimere nei suoi personaggi attraverso l’opera, tanto che ancora oggi sembrano più vivi che mai! In ultimo ma non per importanza direi Thoreau con la quale mi sento particolarmente in sintonia, pietra miliare per me è la sua opera “Walden” che trovo assolutamente splendida, oltre che un importante punto di riferimento per chiunque sia nella ricerca della propria identità e strada.

L’ossimoro


Assai triste cosa sopravvivere.
Qualcuno disse “chi è se stesso ha già vinto”.
Quale rarità trovare un’anima fedele a se stessa in modo sincero e coerente.
Il ragazzo era pronto a uscire.
Una maschera; gli occorreva una maschera.
“dov’è? Dove l’ho messa cazzo?” … “ ah.. eccola!”.
L’aria della sera era fresca e piacevole sulla pelle, il centro del paese in festa, pieno di luci e negozi che si sfidavano l’un l’altro con mercanzie d’ogni genere, negozianti esperti utilizzatori di carismi ben poco virtuosi per accalappiarsi “prede” sempre in maggior numero.
Ognuno aveva il volto coperto, una maschera sul viso uguale a quella degli altri.
Il ragazzo disinvolto e sicuro di sé camminava tra la folla accennando sorrisi e saluti a conoscenti e amici, strano come si riconoscessero pur avendo ognuno il viso nascosto, si potrebbe ben dire che a volte l’uomo supera le proprie aspettative in talento e capacità!
Qualcosa attrasse la sua attenzione, una ragazza senza maschera.
Osava l’intrepida camminare serenamente pur mostrando con sprezzante indifferenza i suoi tratti distintivi.
“quella è matta!” era la frase che concludeva nella maggior parte dei casi il suo passaggio, così come gli applausi all’attore scemo alla fine dello spettacolo.
Quella sera però il ragazzo si sentì incuriosito da tale vista, in cuor suo cominciò a porsi delle domande, domande da risposte facili, ma l’uomo è solito preferire i problemi alle soluzioni e fu così che decretò ad inspiegabili tali quesiti.
Ma la curiosità è una donna irresistibile e sol per questo tornò sui suoi passi seguendo la strana normale ragazza.
La fermò “perché non indossi una maschera?” “e tu perché ne hai?” “perché non dovrei averla?” sorrise la fanciulla a quella risposta “se portassi gli occhiali da sole di notte che mi diresti?”
chiese al commediante dal volto coperto, così che lui la fissò emblematico e prese a dire “che non servono alla luce della luna!” “non solo... ” ribatté lei “il danno è anche maggiore perché oltre a non sortire alcun effetto mi impedirebbero di poter godere della piena luminosità lunare non credi?” “..direi di sì...” setenziò perplesso lui “ecco vedi come è chiaro il tutto?” ed andò via lasciando al ragazzo un sapore misto di amaro e dolce in bocca, come una voglia sfrenata di andare incontro ad una novità che porta in sé il retrogusto di nostalgia.
Rimase a lungo a riflettere su quelle parole finché poi entrò in un bar, ordinò un caffè ed andò in bagno a specchiarsi, alla luce della lampada era chiara la maschera fin nei suoi dettagli e sfumature più minute che altrimenti sarebbero passate inosservate, sentì che all’improvviso gli stava stretta, un senso di claustrofobia lo invase tanto che pensò in un momento d’impeto di toglierla via di dosso e gettarla.
Che ragazzo impavido e anti conformista era!
Il discorso della squilibrata ora aveva senso e riusciva meglio a comprenderlo.
Andò via con la maschera in volto… e per la prima volta gli sembrò come se quella gli limitasse la vista in qualche modo… forse… un giorno oserà tradire una costante tanto impressa nella società arrivando addirittura a liberarsene per dare il benvenuto alla pazzia e allo scherno degli altri nella propria vita.
Forse sì.
Forse no.
Assai triste cosa il sopravvivere rifuggendo il ben più virtuoso vivere.

Voto 
federica c
06/08/2017

molto interessante, offre importanti spunti

dalla lettura piacevole e scorrevole devo dire che questo libro mi ha spinto a farmi delle domande e delle riflessioni. pollice in su

    Voto 
    Alessandro S
    06/08/2017

    genio e sregolatezza... mi piace!

    Devo dire di essere rimasto molto colpito da questo libro, il modo in cui vengono affrontate tematiche assolutamente attuali, il sarcasmo utilizzato e sopratutto il modo di scrivere rapiscono e tengono alta l'attenzione del lettore. Mi ripeto.. genio e sregolatezza. Consigliato.

      Scrivi il tuo commento

      Ed infine giunse l’assurdo

      Ed infine giunse l’assurdo

      Gianmaria Fedele

      Scrivi il tuo commento

      Prospettiva editrice sas Via Terme di Traiano, 25 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it