Gioco di parole Vedi a schermo intero

Gioco di parole

Antonio Iossa

Maggiori dettagli

ISBN 978-88-7418-963-2

14,00 €

Lettere 295 | p. 145 | ed. aprile 2017

Un giovane studente, ingenuo, vive di piccole soddisfazioni e banalità quotidiane. Il suo universo chiuso dall’interno viene però un giorno destabilizzato da qualcosa.
Egli si rifugia nella scrittura perché attorno a lui non c’è nessuno: attraverso la tastiera del computer, le parole gli scivolano via per imprigionarsi sulla pagina bianca. E’ in questo modo che inizia un dialogo incessante con se stesso alla scoperta di quello che gli sta accadendo.
Senza rendersene conto nella scrittura riversa tutti i suoi pensieri, la confusione, riversa immagini metaforiche che nascondono una profonda difficoltà di chiarezza ed un profondo turbamento.
La lettura gli rivelerà poi il suo io più intimo, diviso tra desiderio e razionalità.
Alternando la voce della coscienza del protagonista alla voce della scrittura, “Gioco di parole” è una metafora continua creata per scandagliare l’animo del giovane studente alle prese con una cosa, forse, più grande di lui.
“La domanda che lui si poneva regolarmente a quel tempo era: è possibile amare due persone contemporaneamente e allo stesso modo?”

Antonio Iossa, nato a Roma nel 1995, si è diplomato al Liceo Scientifico “L. Pasteur”con il massimo dei voti.
Attualmente è studente di giurisprudenza all’Università di Studi di Roma “La Sapienza”.“Gioco di parole” è il suo primo romanzo.

Pensieri sparsi. Affiorano costantemente, non puoi frenarli.
Il problema più grande è che non seguono un filo logico.
Un’idea, poi un’altra, poi ancora la prima e poi un ricordo magari, una sensazione, uno stato d’animo; come fermarli?
Impossibile, inarrestabili.
Sentivo il bisogno di imprigionarli, di dargli una forma, di renderli visibili. Come fare?
Attaccai il telefono; quella telefonata mi aveva scosso. La parola corretta era distrutto. Le sue parole si erano aperte un varco dentro di me e mi stavano scavando dall’interno. Mai avevo pianto in quel modo, mai avevo avuto così timore di perdere qualcosa di così importante da trovarmi costretto a mentire.
Non c’ero riuscito ma l’avevo fatto. La posta in palio mi pareva troppo alta.
Pensieri sparsi. Mi attanagliavano e non riuscivo a liberarmene.
Era necessario, dovevo dargli forma. Forse a quel punto me ne sarei liberato. Sarei stato in grado? Probabilmente no.
Cercai allora qualcuno con cui sfogarmi: ero solo. Non era una novità.
Dannazione! Dove sono quando ne ho bisogno. Chiamarli?
Si forse avrei potuto chiamare qualcuno. No, non sarebbe stata la stessa cosa. Avevo necessità di una presenza fisica che mi ascoltasse, che mi guardasse negli occhi. Avevo bisogno di stabilire un contatto visivo con il mio interlocutore.
Pensieri sparsi. Mi tormentavano. Come fare? Dovevo trovare una soluzione o sarei impazzito a breve, annebbiato da tutto quel vortice di emozioni, crollato sotto il peso della mia stessa mente. Ero arrivato al limite. Dovevo trovare uno sfogo; non uno sfogo fisico, uno sfogo mentale.
Dovevo far uscire e condividere quello che avevo dentro.
Possibile tutto questo per una telefonata? D’altronde me lo aspettavo; probabilmente avevo superato il limite.

Non ci sono commenti dei clienti per il momento.

Scrivi il tuo commento

Gioco di parole

Gioco di parole

Antonio Iossa

Scrivi il tuo commento

Prospettiva editrice sas Via Terme di Traiano, 25 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it