SOFFIO DI ANIME ERRANTI Vedi a schermo intero

SOFFIO DI ANIME ERRANTI

Yuleisy Cruz Lezcano

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ISBN: 9788874189618

12,00 €

Fiori 69 | p.108 | ed.gennaio 2017 | VINCITORE DEL PREMIO BRAINGNU 2015

Con queste liriche voglio portarvi al cuore del dramma e della rinascita di tante donne, uomini, bambini, come te, come me, come noi, che hanno vissuto privazioni, violenze e ingiustizie sulla propria carne. Tramite questi versi vorrei usare la parola per travalicare i limiti delle sofferenze, così che diventi nitida l’inquietante immagine della metamorfosi, di chi nonostante i dolori della vita, scopre dentro di sé isole nascoste che tenacemente riportano dall’ombra verso la luce.
Questo libro è nato per chi non crede che a volte le perdite offrono delle occasioni di ritrovare se stessi. Ho cercato di fare riferimento al desiderio di rinascita in ogni verso. Penso che il vissuto, se raccontato, assume una dimensione simbolica. Credo che nulla di vile o insignificante può mai entrare nella poesia, niente di totalmente scurrile o volgare, perché tutto quello che assume la forma poetica, rinasce a vita eterna.

In copertina: "Ho dipinto i tuoi occhi, perchè conosco la tua anima" di Elisa Urso. Acrilico


Yuleisy Cruz Lezcano è nata a Cuba nel 1973. All’età di 18 anni emigra in Italia, dove studia nell’università di Bologna e prende la laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia e la laurea in scienze biologiche. Lavora nella sanità pubblica. Dal 2013 comincia a partecipare ai concorsi letterari, conseguendo ottimi risultati e apprezzamenti. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. La sua poetica trae ispirazione sia della letteratura Europea (Rimbaud, Baudelaire, H. Hesse, F. Pessoa, G. D’Annunzio, E. Montale, G. Gozzano, P. Salinas…) sia di quella di poeti americani e latino-americani (Edgar Lee, Walt Whitman, Rubèn Darìo, Julio Cortàzar, Alejandra Pizarnik…). Con questo libro dal titolo “Soffio di anime erranti”, l’autrice vuole portarvi al cuore del dramma e della rinascita di tante donne, uomini, bambini, che hanno vissuto privazioni, violenze e ingiustizie sulla propria carne.

La mia libreria è ben fornita, ho numerosi libri di filosofia. Adoro i filosofi greci. Ho letto George Wilhelm F. Hegel, Lucio Anneo seneca, Schopenhauer, F. Nietzsche, Giordano Bruno e tanti altri…

Sono inoltre un’appassionata di aforismi, in particolare adoro quelli di Nietzsche e quelli di Oscar Wilde. Poi nella mia libreria non mancano i libri di poesia. Posso citare alcuni poeti fra i miei preferiti, come per esempio la poetessa Alejandra Pizarnik, di lei ho letto numerosi libri e ho letto più volte il libro “La figlia dell’insonnia”;  Julio Cotàzar con “Rayuela” ,  Cristina Campo, Antonio Porchia,  Miguel de Cervantes, Olga Orozco, Edmon Jabès, Emily Dickinson, Fernado Pessoa, Juan gelman, Federico Garcia Lorca, Wistawa Szymborska, Walt Whitman, W. Blake, Pedro Salinas del quale ho letto moltissimi dei suoi libri ma sono stata molto colpita dai libri “La voce a te dovuta” e  “Amore, mondo in pericoli lungo lamento”, Octavio Paz di questo ultimo ho letto moltissimo e vorrei citare tre dei suoi capolavori: “Anch’io sono scrittura”  e  “Vento cardinale e altre poesie” , “La duplice fiamma”, Thomas Stearns Eliot, Baudelaire, Rafael Alberti, Antonio Machado, J. Luis Borges, Pablo Neruda, Robert Frost, W B Yeats, Rainer Maria Rilke, W.H.Auden, E.Montale, Guido Gozzano, Clemente Rebora, Renato Giorgi, Edoardo Sanguineti, C. Pavese, P.P. Pasolini, Leonardo Sinisgalli.

 

Chi è la poetessa Yuleisy Cruz Lezcano? Io chi sono? Bella domanda! Spesso sappiamo dentro di noi chi siamo, ma non sempre riusciamo a trasmetterlo agli altri, nel modo che vogliamo. Il modo migliore che io trovo per presentarmi è il sorriso e se mi ci dà del tempo per passare oltre, uso come strumento la poesia, bella o brutta che sia, ma la mia poesia. Credo che nulla si avvicini più all’animo dell’uomo dell’intenzione di rendere il proprio mondo e quello degli altri bello. 

A questo punto vorrei descrivermi attraverso le emozioni, nel modo che so fare meglio, cioè attraverso la poesia: 

Io sono le mie emozioni
Arde l'alba tutta nei sogni,

mi aggiro in mezzo a desideri e sbadigli,
nel sentiero dove spuntano gli artigli
per meglio agganciare un momento come questo,
colpito dai soli.
Sono fatte da canti di passeri, non sono rumori,
le ali che mi svegliano in quel che sono.
Sono io i miei sogni e mi ritrovo
nel linguaggio in cui comprovo
la vita che è nella mia tenue leggerezza,
con un volto di dolci sostanze e di purezza
sono come miele che gocciola sospesa,
cado dal bordo di un petalo e l'erba cresce.
Spinto da parole ingenue, il seme ascolta il mio dire,
sa bene che vorrei vivere per sentire
la musica del mio cuore che mi satura di emozioni.

Dove attingi la tua ispirazione? Per trovare l’ispirazione “non devo fare altro che servirmi e raccogliere ciò che altri hanno seminato per me”, come diceva il grande Johann Wolfgang Goethe. Secondo me, l’ispirazione arriva con l’esperienza interiore, è come uno incipit creativo. Ogni cosa che viviamo dall’interno si può esprimere con una grande varietà di forme poetiche; l’ispirazione però, è soltanto l’inizio, è la musa il vero miracolo; è la musa che dà la sensazione che il corpo a corpo del poeta con i materiali poetici del suo tempo abbia il potere della trascendenza. La musa però, ancora non basta, perché la musa non fa la storia, la musa è l’inizio, poi ci vuole il racconto plausibile che desti interesse, infine il racconto richiede una forma, uno stile e una musicalità poetica. La prospettiva finale è che ci sia non una fusione fra tutti questi elementi ma che l’ispirazione, la musa, la storia e la forma, si amalgamino in modo di tenere conto dei registri dei sentimenti e delle idee, in modo che l’emozione venga percepita in tutto il suo segreto, con una pulsione tale, che possa fare sì che in molti sentano i versi come propri.

Dove trae origine la sua natura creativa? L’origine sta nell’esistenza stessa; la vita è poesia e la poesia offre alla nostra vita una sorta di giustificazione estetica, un disegno, un itinerario che si accompagna, a volte, a un sentimento di arbitrarietà, stranezza, casualità e insensatezza, perché la poesia ha le stesse proprietà dell’esistenza, ma dà, allo stesso tempo, alla vita una totalità illuminata, dove ogni cosa sembra riacquistare un senso compiuto. La mia voce interiore a volte trova nella poesia una scappatoia. La poesia per me è un modo di vivere e morire, pregando di essere vista. Le parole rendono visibile ciò che la mia anima nasconde, danno ai pensieri un nobile aspetto, così io disfo e creo; distruggo e raccolgo, in modo tale che i miei versi possano essere per gli altri presentabili e degni di attenzione.

Cosa è per lei la scrittura? Accostamenti di parole insolite e non ricerca del nuovo; visione dell'invisibile e del dettaglio e non chiarificazione dello sguardo, storia paradossale con elementi fantastici equilibrati, e non la solita storia, scene e luoghi visti in modo diverso e non luoghi inesistenti, plausibile e non improbabile, epocale e non fuori dal contesto, finale aperto e non finale annunciato dall'ultima frase...questo e molto altro è per me la scrittura creativa.

La poesia o la scrittura e' ancora in grado di rompere le catene del conformismo e rendere l'uomo libero? Tutto il mondo per grande che sembri può stare dentro una poesia. Tutto ciò che può assumere forma poetica rinasce a vita eterna; perfino l’infamia, il disonore, le ingiurie, gli insulti, le condanne, nella poetica si possono trasformare in una compilazione benedicente, perché la forma poetica vive di una realtà imperitura, permeabile alle emozioni e impermeabile ad ogni accezione di utilità e sfruttamento commerciale. La poesia, credo, sia un’opportunità, che si avvale della nobiltà linguistica per dare dignità al senso di essere “umanamente uomini”. La poesia è uno strumento privilegiato e immediato che può servire per dare luce alle zone di ombra del mondo; ha una potenza evocativa efficace che smaschera l’indignazione, facendo uso di metafore, linguaggio allegorico e pungente ironia, tutto questo atto a creare il movimento dello spirito, senza condizionamenti.

Prefazione di Gian Ruggero Manzoni

Gentile Yuleisy
ho letto con interesse le poesie di questa sua ultima raccolta e subito ho ritrovato lo stile che la contraddistingue e i temi a lei cari.
Già mi ero interessato del suo creare e del suo percorso umano, che le sue liriche egregiamente testimoniano, ma resto sempre piacevolmente colpito dal come lei riesca, con così docile facilità, ad affrontare il foglio bianco e ciò non può che rivelare una persistente e passionevole dedizione nei confronti della disciplina espressiva che ha scelto, nonché un conviverci di continuo, quale compagna giornaliera, quale “perenne fiamma nella cupa notte”, come avrebbe potuto dire Rilke, a cui fare riferimento per dare senso profondo all’esistere. Come a suo tempo venne definito il poeta persiano Rumi, anche lei è un vulcano da cui sgorga, di continuo, un flusso potente di spirito, di visione, di amore per il mondo e per l’uomo, senza che nulla la scoraggi, la disorienti, la privi di quell’emozione che poi riesce a trasformare in parola e verso.
I suoi titoli richiamano canti, antiche ballate, quindi ciò che di originario ci vive, creando un asse tra passato, presente e futuro, donandoci coraggio, sempre vitale aspettativa, a momenti conforto.
Le sue raccolte ci insegnano la saggezza dell’amore e dove affondano quelle radici, e vicino a quali acque trovano germoglio. L’estasi a tratti coglie, poi il dire dell’oggi (infine triste momento epocale), quindi, di nuovo, il cercare soluzioni, risposte, musica, al fine di donare un’immagine e una voce a chi impossibilitato a farlo. Poesia, quindi, per l’altro e con l’altro, in cui, e mi ripeto, la sonorità diviene dominante, cercata, tratteggiata da una metrica tutta sua in cui, come ci si entra, la freschezza coglie il misticismo velato che fu tanto caro a maestri come la Barrett Browning e Holderlin, avvolge, dando laicità naturale al nostro esistere.
Del resto lei agisce su di un confine tra due dimensioni dell’amore, quello nei confronti di un Assoluto, che ci accomuna, e quello tra noi, pur piccoli umani, poiché, da ciò che ho inteso, lei infine crede che se davvero una persona sente amore, compassione e tenerezza verso un altro essere vivente, questo non è che un riflesso dell’amore cosmico che ci contiene e una guida alla realizzazione della presenza, dello stesso, in noi e fra noi.
Complimenti, perciò, e continui così. Mai come oggi necessitano donne solari e armoniche come lei, considerati i tempi, l’odio dominante, il mai sedato animo aggressivo che ci caratterizza quale specie animale a cui, di pensante, temo sia rimasto ben poco.
Con cordialità e stima
San Lorenzo di Lugo 25 ottobre 2016



Presentazione dell’autrice


Vi presento questa silloge, con la premessa della mia meditata motivazione:
Faccio poesia, perché credo nell’uomo, credo che noi, tutti, abbiamo un sogno che non è solo respirare... credo che il nostro sogno non sia solo vivere giorno per giorno, con ogni giorno, uguale a tutti gli altri... credo che il nostro sogno sia condividere le gioie e le tristezze con gli altri che vedono il mondo come noi, oppure diverso, ma lo arricchiscono... scrivo perché credo all’uomo e alla sua grandezza o piccolezza (dipende dai punti di vista); scrivo, comunque, per non vivere solo della mia storia di egoismi.

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