LIBERO E IL MARE Vedi a schermo intero

LIBERO E IL MARE

Giancarlo Esposto

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ISBN: 9788874189557

12,00 €

Lettere 293 | p. 117 | ed. novembre 2016

Libero aveva uno strano rapporto con il mare: da quando era stato sul punto di annegare, all’età di nove anni, le sue notti erano tormentate da un sogno ricorrente: si vedeva da solo, su una barca a vela, nel mare in tempesta, però ogni volta il sogno si interrompeva e non riusciva a vederne la fine.
Era cresciuto con la consapevolezza che per cancellare quell’incubo, avrebbe dovuto sfidare il mare, così, diventato adulto, aveva acquistato una barca a vela ed era partito. Il mare aveva lanciato la sua sfida in una notte buia, al largo delle coste del Peloponneso, la burrasca lo aveva colto impreparato e Libero aveva rischiato di perdere il duello con il mare e la vita stessa, ma ce l’aveva fatta.
Giunto sul Monte Athos, in Grecia, era accaduto l’impensabile, si era perduto e per diverse settimane aveva trovato rifugio in una grotta, lasciata libera da uno dei monaci che popolavano quel posto. Aveva perso la cognizione del tempo e aveva avuto la possibilità di staccare dalla sua vecchia vita e immergersi nella riflessione. Poi un incontro importante, Yorgos, un monaco, che lo aveva cercato, trovato e recuperato, dopo la sua sparizione: questi lo aveva portato a conoscere sé stesso, più di quanto non fosse riuscito a fare fino a quel momento da solo.
La vita di Libero era cambiata per sempre: avrebbe scoperto in che maniera suo padre aveva accumulato tanta ricchezza, aveva avuto la conferma dei suoi tradimenti nei confronti dell’amata madre, morta prematuramente. Ma sarebbe stato il suo viaggio di ritorno a farlo rinascere davvero, perché in quella notte, al largo del Peloponneso, il mare lo aveva solamente messo alla prova, doveva ancora sferrare il suo attacco decisivo.

In copertina: particolare del dipinto "Dittico Ancona - 2010" tecnica mista su tela del pittore jesino Andrea Silicati www.andreasilicati.it



Giancarlo Esposto è al suo secondo romanzo, dopo “Io e Francesco”, pubblicato nel 2015. Il romanzo ha una trama avvincente, con dei personaggi di spessore e molto trasparenti. L’autore racconta la vita del protagonista, Libero, a partire da quando, ancora bambino, rischia di annegare in mare (trauma che gli provocherà un incubo ricorrente) fino alla sua esperienza più dolorosa da adulto, la morte del suo primogenito, dalla quale sua moglie non riuscirà più a riprendersi e la morte prematura della sua amata madre. “Libero e il mare” è una storia di redenzione e crescita personale, emotiva e spirituale, in cui il confronto con la realtà, si alterna al desiderio di fuga.Buono lo studio psicologico dei protagonisti, dal quale dipendono gli snodi principali del flusso narrativo.”

– 1 –
La sveglia stava suonando a intervalli regolari già da qualche minuto, ma quella mattina Libero non aveva la forza e neppure la voglia di alzare il braccio, cercarla con la mano nel buio della camera e spegnerla. Erano passate da poco le otto e come tutte le mattine sua moglie Alice si era alzata prima di lui ed era scesa in cucina per preparare la colazione e come tutte le mattine Libero sentiva salire fino alla camera l’odore del bacon messo a soffriggere: era un odore che, ormai, non sopportava più da tempo.
Però anche quella mattina, come del resto tutte le mattine precedenti, sarebbe sceso dalla camera, avrebbe fatto finta di niente e avrebbe mangiato tutto quello che lei aveva preparato, bacon compreso.
C’erano due cose che ormai Libero non sopportava più nel suo menage familiare, oltre all’odore del bacon soffritto: il saluto che Alice gli rivolgeva tutti i giorni, “Buongiorno amore, dormito bene?” e il fatto che lei da tempo continuasse ad apparecchiare la tavola per tre, anche se in quella casa vivevano da soli. Si ostinava a preparare la colazione anche per quel figlio che un tempo aspettavano e non era più venuto al mondo: la gravidanza si era interrotta inaspettatamente al quinto mese. Lei non se ne era mai fatta una ragione, era come se fosse nato davvero, oggi avrebbe avuto cinque anni. Però la sveglia aveva annunciato un giorno che per Libero non sarebbe stato come tutti gli altri: aveva deciso che non sarebbe andato al lavoro, anzi, per la verità avrebbe fatto finta di andarci, per non dover raccontare ad Alice le sue reali intenzioni. Aveva un appuntamento al porto di Rimini con Mario, il suo migliore amico e Luigi, un comune amico che aveva deciso
di vendere la sua barca, un sei metri, una “Laguna 20”, per comprarsene una più grande.
Da parecchio tempo Libero desiderava acquistare una barca, sentiva sempre più forte il bisogno di partire, andarsene in mare a navigare in solitudine, lasciare la sua casa e la sua vecchia vita, possibilmente per non tornare più, ma non soltanto per questo.
Anche quella notte, come del resto tutte le notti, aveva dormito poco, era stato tormentato da un incubo che tornava a fargli visita da anni. Era sempre lo stesso sogno: si vedeva da solo in balìa delle onde in mezzo al mare in burrasca, su una barca a vela, nel buio della notte.
Quel sogno lo tormentava, si interrompeva prima della fine e non riusciva mai a vederne l’epilogo: questo lo angosciava, avrebbe dato chissà che per capire se avrebbe avuto o meno un lieto fine.
Purtroppo, invece, era sempre la stessa storia.

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