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IL P.C.I. E IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEO

Marco Venturi

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ISBN: 9788874189533

14,00 €

Costellazione Orione 110 | p.148 | ed. novembre 2016

La recente crisi economica che ha colpito il Vecchio Continente, ha visto l’Unione europea ed il suo processo di integrazione al centro di un acceso dibattito che ha coinvolto dottrina, politica, mass media ed opinione pubblica. All’interno di esso, abbiamo assistito al nascere di forze antieuropeiste, che vedono proprio nella UE la causa principale di questa recessione, ed al consolidarsi di correnti europeiste, che vedono nell’Europa unita l’unica soluzione a questa sfavorevole congiuntura che sta colpendo due generazioni di cittadini europei. Forti dell’idea che per un’analisi approfondita ed attendibile del presente sia necessario conoscere il passato, in questo volume osserveremo il processo di integrazione europeo dai suoi albori fino ai primi anni Novanta, esaminando così eventi cruciali, che ancora oggi incidono sulla nostra vita di tutti i giorni.
Nonostante il panorama politico dell’arco temporale preso in esame fosse caratterizzato da una moltitudine di attori, il Partito comunista italiano merita una particolare attenzione: è interessante notare la sua evoluzione ideologica – e dei suoi eredi – che ha portato la sinistra italiana da una totale chiusura nei confronti di Bruxelles ad una progressiva apertura. Tra le fonti bibliografiche, spicca l’Unità. Questa scelta è stata compiuta proprio per sottolineare il forte connubio che da sempre caratterizza politica e mezzi di comunicazione. Per renderne più chiaro il quadro generale, il periodo storico esaminato è stato suddiviso per decenni, focalizzandosi sugli eventi chiave dell’integrazione europea. Tale approccio, oltre ad agevolarne lo studio, evidenzia l’evoluzione e la dinamicità del pensiero comunista dell’epoca.

http://www.marcoventuri.eu/

Marco Venturi consegue la laurea specialistica in relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia nel 2009. Durante il suo percorso accademico collabora con il Centro europeo studi e ricerche di Bruxelles, dove approfondisce lo studio delle tematiche relative all’integrazione comunitaria. Nel 2012 pubblica il volume “Usa - La storia. Gli Stati Uniti nel XX secolo.” Dal 2013 firma articoli su politica e società degli Stati Uniti. Tra questi ricordiamo, per la rivista Il domani d’Italia, “Usa e spara”. Nel 2015 scrive, sempre in collaborazione con Prospettivaeditrice, il saggio “La famiglia di Hitler”.

Introduzione

In questo elaborato si è cercato di analizzare la posizione del Partito comunista italiano nei confronti del processo di integrazione europeo dalla fine della seconda guerra mondiale sino al 3 febbraio 1991, cioè data dello scioglimento del Partito stesso. Tra le fonti utilizzate si noterà la netta preminenza di quelle a stampa, in particolar modo l’Unità. Ho preso tale decisione perché credo che analizzando soprattutto il quotidiano comunista emergano diversi aspetti che meritano interesse e perché così si può meglio contestualizzare lo studio fatto. Coinvolgenti, ad esempio, sono i toni con cui venivano affrontati gli argomenti relativi alla politica estera e quelli relativi all’operato dell’esecutivo italiano nelle relazioni internazionali e negli affari interni del Paese stesso: non si mancava di sminuire il governo schernendolo, deridendolo o evidenziando la nocività del suo comportamento, con ovvie ricadute sulla popolazione italiana. In numerosi articoli si possono vedere gli strumenti base della retorica politica: ridicolizzare i comportamenti dell’avversario o deriderlo per alcuni suoi difetti, anche fisici. Si vedano, a titolo esemplificativo, gli articoli “Al Patto firmato ieri dai dodici risponderanno da Parigi i delegati dei popoli”1, “Londra: noia ed etichetta durante la visita di Nixon” oppure “Sforza sacrifica a Parigi gli interessi dell’industria italiana”. Dal punto di vista analitico, ho affrontato l’argomento suddividendo il periodo preso in considerazione per decenni e focalizzando l’attenzione su eventi significativi per l’integrazione europea: il primo capitolo tratta dei fatti avvenuti dall’approvazione del piano Marshall ai problemi relativi alla politica agricola comune, il secondo parla del primo allargamento della CEE con l’ingresso di Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda, il terzo degli anni Settanta e Ottanta, ponendo particolare attenzione sulla prima tornata elettorale europea, sull’atto unico e sulla riunificazione tedesca, e l’ultimo dell’ingresso di Spagna, Portogallo e Grecia nella CEE. Interessante l’evoluzione del pensiero comunista nei confronti della CEE: se all’inizio era vista solo come uno strumento statunitense per dividere l’Europa e diffondere il capitalismo, verso la fine degli anni Settanta, in concomitanza con l’ingresso dei Paesi mediterranei, essa viene vista come veicolo di democrazia per i nuovi membri e come possibilità, per i popoli dei membri più “anziani” e in particolar modo per il proletariato, di affermare la propria identità e diritti in seno al Vecchio Continente, tramite l’elezione a suffragio universale – la prima del 4 giugno 1979 – dell’Assemblea della CEE. In conclusione, spero traspaia dalle pagine del mio elaborato il crescente interesse che ho avuto nel portare avanti tale studio e che il lettore riesca a carpire non solo la mia passione nello scrivere queste pagine ma anche quelle donne e uomini, mi riferisco a personaggi come Togliatti, Amendola, Longo, Berlinguer e Jotti, che hanno reso questo periodo storico particolarmente ricco di eventi ed importante non solo per i loro contemporanei ma anche per noi: l’Unione europea, infatti, riguarda il passato, il presente ma anche il nostro futuro.

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