VAGABOLARIO Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli delle isole linguistiche d’Italia Vedi a schermo intero

VAGABOLARIO Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli delle isole linguistiche d’Italia

Francesco Severini

Maggiori dettagli

ISBN: 9788874189403

15,00 €

Lettere 290 | p.264 |  ed. settembre 2016

Ora che il libro è finito, posso dire che questa non è stata un’allucinazione, una sorta di malattia professionale. È stata piuttosto una conferma di qualcosa che già sapevo in partenza, quel qualcosa cui prima accennavo, quell’unica convinzione mia che mi spingeva al viaggio tra le fiabe; ed è che io credo questo: le fiabe sono vere.
Italo Calvino, dalla Introduzione al volume delle Fiabe italiane

VINCITORE della XXXII edizione (2016) del Premio “Letteratura” poesia, narrativa, saggistica, per la XIV sez. (saggio edito). Decretato dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli e la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”.

Francesco Severini vive e lavora ad Acquasparta, in Umbria. Dipinge e scrive da sempre. Numerose le mostre in Italia e in alcuni Paesi europei. Ha pubblicato il libro dal titolo Dittamondo (2006) a cura delle edizioni Thyrus, nel 2010 ha vinto l’VIII Concorso nazionale “Le collane di Med” con il progetto Le Fate italiane, presentato l’anno successivo al Salone del Libro di Torino. Dal 2000 ad oggi ha incentrato ogni suo progetto nel singolare mariage fra la letteratura e la pittura: da Le forme del Tempo a Gli occhi della Pittura, da Dittamondo a Le Fate italiane, da Tetramorphosys a Vagabolario e fino À Rebours - Lo sguardo delle cose.

Vagabolario
Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli nelle isole linguistiche d’Italia

Il progetto Vagabolario nasce con l’intento di rendere plausibile il nesso tra la parola e l’immagine, il legame che scaturisce da vincoli intimi e giocosi mediante i quali è possibile dare ancora voce cristallina alla narrazione. Quella capace di suggerire e dar vita ad infiniti racconti, proprio come nella tradizione orale che rigenera fiabe e leggende, modificandole di volta in volta, arricchendone il senso, ridefinendone gli spazi ed i tempi d’azione.
Il sottotitolo in tal senso, oltre il titolo stesso, ne definisce inoltre i contorni e gli ambiti. Si tratta appunto di un viaggio miniato, un viaggio per immagini vivo di racconti nel racconto, tra le leggende di quelle che sono state (in certi casi anche giuridicamente) definite isole linguisitiche esistenti in varie zone d’Italia, ciascuna virtualmente inscritta entro confini regionali, il più delle volte troppo angusti e per questo limitanti. Dove variegati sono i popoli che le costituiscono e le abitano, seppure persino misconosciuti, e tuttavia forti di un’energia straordinaria; quella che attinge, coniugandoli, sapere e attenzione alla vita. Il mio lavoro di ricerca intorno alle leggende di questi piccoli popoli – la definizione è solo apparentemente, volutamente minimizzante – è diretto ad una riscoperta, in molti casi una vera e propria scoperta, dei rimandi ad una tradizione che fonda le proprie radici nel tessuto letterario dell’oralità. Il fine: restituire loro una dignità culturale capace di rimarcare, elevandola, l’identità peculiare di ciascuno di essi.
Ventuno, dunque, i popoli, tanti quanti le lettere dell’alfabeto italiano. Di qui l’idea di altrettanti capolettera da rendere quali miniature di un singolare vocabolario, il mio personale Vagabolario, appunto: una sorta di breviario laico che attraverso un ordine ben noto, dalla A alla Z, scandisca il tempo della narrazione. Ventuno capolettera, ciascuno denso di figurazioni che illustrano la storia presa in esame - essa stessa stimolo primario di un soggetto (oggetto) visuale - spesso in maniera didascalica, altre volte lasciando che un’immagine chiave della leggenda ne divenga il punto focale. Il progetto non ha la pretesa di rappresentare una indagine demologica esauriente, tanto meno esaustiva, in merito ai piccoli popoli e alle loro leggende prese a riferimento. Mi auguro, piuttosto, esso sia stimolo per nuovi ed interessanti approfondimenti che possano far luce su alcune realtà ancora poco indagate, quando anche sconosciute, di un Paese già minato nelle sue fondamenta più solide, ovvero la disattenzione alla storia e alla sua straordinaria cultura. Non dimenticando, mai, che proprio nel ricorso alla tradizione un popolo, pur nelle sue infinite diffenze identitarie, può trovare sempre ulteriori spunti per la coesione e la sua unitarietà. Ho parlato del mio lavoro di ricerca intorno alle leggende e ai saperi di coloro che ho volutamente definito piccoli popoli.
Poiché piccoli lo sono davvero, almeno per l’entità numerica a volte esigua di alcuni di essi, come ad esempio nel caso dei francoprovenzali di Puglia. Ma l’accento su cui trae forza la mia attribuzione verte su un altro aspetto: essi sono piccoli quanto lo sono i bambini, i quali si nutrono di fiabe e di storie (seppure, purtroppo, dai contenuti stonati: come accade oggi); ma, proprio come loro, sono grandi ciascuno d’una propria, singolare connotazione, essendo essi capaci di trovare il senso della vita nella semplicità assoluta delle piccole cose, appunto. 
L’altra aggettivazione, dalle sfumature meno fanciullesche, riguarda invece il termine minoranza: che prelude e presume molto più spesso una considerazione meno alta della materia con cui abbiamo a che fare, in ogni ambito. 

Non ci sono commenti dei clienti per il momento.

Scrivi il tuo commento

VAGABOLARIO Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli delle isole linguistiche d’Italia

VAGABOLARIO Viaggio miniato tra le leggende dei piccoli popoli delle isole linguistiche d’Italia

Francesco Severini

Scrivi il tuo commento

Prospettiva editrice sas Via Terme di Traiano, 25 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it