Il sapore dolce e amaro del destino Vedi a schermo intero

Il sapore dolce e amaro del destino

Francesca De Crescenzo

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ISBN: 9788874189403

14,00 €

Lettere 288 | p. 308 | ed. aprile 2016

Una storia di amicizia che si trasforma in amore, un sentimento mutevole che cresce con i suoi protagonisti: Jake e Paige. Il loro incontro, le loro vite che si intrecciano seguendo le vicissitudini adolescenziali proiettate verso la maturità. Talvolta vicini, altre lontani, Jake e Paige crescono e con loro si dispiega un sentimento in continuo cambiamento ma immutabile nella sostanza, dove in ogni passo e vicenda non c’è mai nulla di scontato. Il loro essere vicini e lontani talvolta nel loro essere se stessi, altre costretti dalle scelte ma anche da una condizione di Paige che si rivelerà in tutta la sua drammaticità. Il destino segna mutevolmente il passo della loro storia d’amore fino all’epilogo più inaspettato che rivela l’esistenza dell’amore più grande, abbattendo la barriera contro ogni possibile distanza.

Francesca De Crescenzo è nata a Civitavecchia (Rm) il 24/11/1988, appassionata della lettura, della fotografia, della pittura e della musica. Continuamente affascinata dagli intrecci della vita, dal come un singolo incontro può cambiarti per sempre, dal valore e dall’emozione che racconta una persona in modo diverso da un’altra per uno stesso e semplice gesto, arrivando anche a immortalarli in uno scatto. Col tempo, però, si fa largo dentro di lei il desiderio e il bisogno di non restare più nascosta nell’ombra mentre quella passione per la scrittura si trasforma in un vero e proprio amore del quale non riesce a farne a meno che la porterà a pubblicare il suo primo romanzo.

1.
2012
Il frastuono assordante di un’auto, lo stridore di pneumatici sull’asfalto sgradevole come il raschio delle unghie contro la lavagna. Tutto cominciò a muoversi a rallentatore. Il cuore era fuori controllo, si schiantò contro lo stomaco fino a risalirgli in gola. Il corpo si mosse istintivamente finché la raggiunse stringendola forte a sé. In uno schiocco di dita i suoni diventarono lontani, poi completamente assenti.
***
Riaprì gli occhi, ma la vista era totalmente avvolta da una fitta nebbia, una forte luce lo abbagliava dando forma a delle sagome nere che si muovevano lente su di lui. In lontananza, la sirena di un’ambulanza risuonava nell’aria, si avvicinava velocemente, poi svanì di nuovo. «Paige» mormorò debolmente prima di perdere conoscenza. 
2.
1998
Il paesaggio circostante scorreva velocemente come un susseguirsi rapido di fotogrammi. Stringeva tra le mani uno dei suoi fumetti preferiti che illustravano le avventure degli eroi della Marvel. Aveva smesso di leggerlo da una decina di minuti, concentrarsi nella lettura in macchina gli dava fastidio.
All’interno dell’auto non volava una mosca, l’abitacolo sarebbe caduto in preda ad un silenzio tombale se non fosse stato per il rumore del motore che aumentava o diminuiva di cavalli in base al cambiamento di velocità.
Suo padre, Colton Hemsworth, era serio, attento alla guida della sua nuova BMW. Era un amante delle automobili, quasi ossessionato. Arrivava a cambiarne almeno due o tre all’anno. Lavorava nell’esercito, un Colonnello che manteneva tutte le caratteristiche degne della propria carica sia dentro che fuori il lavoro. Era tutto ordine e disciplina, arrivava persino ad esercitare con lui la stessa autorità che usava in caserma. Era uno dei pochi modi che conosceva per nascondere la distanza che c’era tra loro, atteggiandosi a padre presente quando, invece, passava più tempo fuori casa che quello in famiglia a causa del suo lavoro.
Con sua madre, Emily, non era diverso. Era seduta accanto al marito, ma non si erano rivolti una sola parola da quando avevano messo piede in macchina tre ore prima. Rimase tutto il tempo concentrata su una pila di documenti che teneva ordinati sulle gambe. Si domandava come riuscisse a leggere in auto per così tanto tempo senza accusare alcun mal di testa o di stomaco. Si sporse leggermente in avanti infilandosi tra il sedile e lo sportello, era curioso di sapere cosa la stesse tenendo tanto occupata. Le scritte erano talmente minuscole che resero difficile il suo intento, così tornò a sedersi comodamente. Probabilmente, doveva trattarsi di qualche proposta di lavoro che lei avrebbe valutato e rivalutato all’infinito prima di accettare.
Ogni settimana le arrivavano una decina di proposte che le offrivano di esporre le sue opere a svariate mostre predisposte per metterla in risalto. Quelle stesse opere a cui lavorava giorno e notte, a cui dedicava tutta se stessa quando non era impegnata come critica d’arte. La sua vita girava completamente intorno alla sua arte e alle sue ambizioni. Non riusciva a restare fermo, non sopportava più quel silenzio.
Slacciò la cintura e si infilò con la testa tra i due sedili per poter guardare entrambi i genitori. «Siamo arrivati?»
«Ancora no» rispose irritato il padre.

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