La pornografia virtuale Pedofilia: degenerazioni dell'uomo e delle leggi Vedi a schermo intero

La pornografia virtuale Pedofilia: degenerazioni dell'uomo e delle leggi

Davide Di Ruzza

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ISBN: 978-88-7418-756-0

12,00 €

Territori 55 | p.130 | ed. giugno 2012

La storia ci insegna che gli abusi sessuali in danno ai minori sono sempre esistiti, ma lo sviluppo tecnologico e di internet ne stanno amplificando le potenzialità e gli effetti.
L'obiettivo si questo libro è quello di portare l'attenzione su un fenomeno di grave allarme sociale ovvero lo sfruttamento sessuale dei minori e di analizzare l'iter normativo che il legislatore italiano ha posto in essere al fine di contrastarne ogni forma.
Si avrà modo di esaminare l'evoluzione del fenomeno impropriamente definito "pedofilia" e le diverse condotte legate alla pedopornografia, siano esse spinte da deviati istinti sessuali o da ancor più spregevoli interessi economici.
Si tenterà, quindi, di capire se l'introduzione del reato di "pornografia virtuale" abbia determinato un'ulteriore e più ampia tutela del minore oppure abbia anticipato a tal punto la soglia della rilevanza penale da perdere di vista l'oggetto giuridico tutelato dall'ordinamento, con conseguente violazione dei principi cardine del diritto penale. 
Verrà infine analizzato l'operato del legislatore italiano in relazione agli strumenti da applicare al fine di contrastare il fenomeno della recidiva, dove lo stesso sembra aver trascurato la necessità di coniugare alla pena detentiva adeguati trattamenti psicoterapeutici.

INTRODUZIONE

Una delle problematiche che sicuramente ha destato e continua a sollevare maggior allarme sociale, e sulla quale il legislatore è più volte intervenuto, riguarda la tutela del minore da ogni forma di aggressione sessuale che possa arrecare un pregiudizio irreparabile alla sua integrità psicofisica.
La presente tesi si propone di illustrare l'iter normativo seguito dal legislatore italiano nella lotta contro ogni forma di abuso sessuale nei confronti dei minori e, in particolare, contro il dilagante fenomeno della pedopornografia. 
In primo luogo, si procederà ad esaminare l'evoluzione del fenomeno, impropriamente definito "pedofilia", nel corso dei secoli, valutando la condizione del bambino in epoca greca, romana e medievale, sino a giungere ad analizzare l'attuale considerazione dell'infanzia e l'odierna concezione sociale, clinica e giuridica della pedofilia. 
Si procederà, in secondo luogo, ad illustrare i principali interventi legislativi diretti a contrastare ogni tipo di aggressione all'integrità psicofisica del minore. Si avrà modo, in particolare, di porre in evidenza due diverse, seppur collegate, forme di aggressione recate al sano ed armonico sviluppo della personalità del minore, capaci di determinare danni gravi alla salute psichica e fisica delle vittime, non solo a breve termine, ma anche nella vita adulta, compromettendola, spesso, in maniera irreversibile: l'una si riferisce a coloro che non riescono a frenare le proprie deviate e perverse pulsioni sessuali che li portano ad abusare sessualmente dei minori; l'altra si riferisce a quelle organizzazioni criminali che sfruttano la fragilità dei fanciulli e le devianze sessuali dei pedofili per ricavarne ingenti profitti. 
Ci si soffermerà, infine, ad esaminare una particolare e del tutto anomala figura criminosa che il legislatore del 2006 ha inteso introdurre nell'ordinamento al fine di anticipare ulteriormente la soglia della rilevanza penale delle condotte che risultino essere espressione di un interesse sessuale nei confronti dei fanciulli, tentando così di garantire loro una più ampia tutela.
Il riferimento è all'art. 600 quater 1 c.p., all'interno del quale è prevista l'incriminazione delle condotte aventi ad oggetto il materiale pornografico minorile virtuale.
L'obiettivo è, quindi, quello di verificare se effettivamente tale previsione risulti idonea a garantire maggiore protezione allo sviluppo della personalità del minore ovvero se, al contrario, si risolva nella incriminazione di condotte del tutto inoffensive, con conseguente violazione dei principi cardine del diritto penale1. 
Saranno, infine, proposti alcuni spunti di riflessione circa la necessità di un approccio multidisciplinare al fenomeno degli abusi sessuali sui minori, attraverso il necessario coordinamento di interventi di carattere giuridico, psicologico e sociale, affinché alla repressione delle condotte lesive dell'integrità psicofisica dei bambini, si affianchi una necessaria prevenzione finalizzata – attraverso un'adeguata assistenza e idonei trattamenti psicoterapeutici – a ridurre l'elevato tasso di recidiva che caratterizza tutti i reati sessuali commessi in danno ai minori. 
Rimane da segnalare che soltanto attraverso un coordinato impegno delle famiglie, della società e delle istituzioni potrà essere consentito ai bambini di vivere degnamente la loro infanzia ed alla società di garantire un più elevato grado di civiltà, in quanto un Paese che non dedica un'adeguata attenzione alla salvaguardia dei minori è un Paese che rischia di compromettere il proprio futuro.

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