Il multiforme universo della poesia di Alda Merini. Temi e figure Vedi a schermo intero

Il multiforme universo della poesia di Alda Merini. Temi e figure

Silvia Dipace

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ISBN 978-88-7418-356-2

12,00 €

Territori 25 | p. 124 | ed. maggio 2008

Alda Merini nasce a Milano, "il ventuno a primavera", nel marzo del 1931. Recita una delle sue poesie più famose:

"Sono nata il ventuno a primavera 
ma non sapevo che nascere folle, 
aprire le zolle 
potesse scatenar tempesta. 
Così Proserpina lieve
Vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera


Forse è la sua preghieraFra i rappresentanti della generazione del ’56 – cioè degli autori più o meno riconducibili ai paradigmi dello sperimentalismo e della sperimentazione - si inscrive senz’altro la figura umana e poetica di Alda Merini. Ciò che accomuna questo gruppo è, probabilmente, una dato negativo, e cioè l’essersi affermati dopo, o comunque il situarsi decisamente altrove rispetto al momento aggregativo e programmatico della nostra avanguardia. Avere vent’anni (o, si capisce, qualcuno di più o di meno) nel 1956, ha voluto dire formarsi e crescere in un clima fortemente segnato dalla caduta delle certezze ideologiche e delle speranze di mutamento sociale, che avevano caratterizzato il primo decennio postbellico e, d’altra parte, dall’affiorare di nuove, diversissime certezze e speranze.

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