An.Cu.Gio.Ca. Aneddoti Curiosi sul Gioco del Calcio Vedi a schermo intero

An.Cu.Gio.Ca. Aneddoti Curiosi sul Gioco del Calcio

Kempes Astolfi

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ISBN: 9788874188741

13,00 €

Libri fuori collana | p. 139 | ed. giugno 2014

Sai qual è quel calciatore che ha perso la verginità con una capra?
E chi è stato quel giocatore espulso per un piercing ai.. testicoli? 
O dove è accaduto che una pallonata abbia abbattuto un aereo?

Centinaia di microaneddoti sul mondo del calcio, dentro e fuori un rettangolo verde.

www.ancugioca.it 

Introduzione dell’Autore

Il Mio nome è già un aneddoto sul gioco del calcio. Quando sono nato alla mia famiglia piaceva Mario Alberto Kempes, centravanti della nazionale Argentina. Potevano chiamarmi Mario o Alberto... hanno optato per Kempes. E stiamo parlando del 1978. Proprio con questo nome, dovevo essere destinato a combinare qualcosa di buono in questo “ambiente”. Non sono un giornalista ma un ragazzo che, come tanti, è innamorato di questo sport; ed ho cercato di sfruttare la mia passione per raccogliere tante storie curiose su questo mondo che tanto avvicina e accomuna ma sì, diciamolo, miliardi di persone nel mondo. Quelli raccontati non sono solo aneddoti dentro un campo di calcio; sono notizie curiose a tutto tondo sul mondo del calcio, dentro e fuori. Queste storie, di solito, sono legate a dei personaggi: ci sono calciatori che tornano più volte in questi racconti: Maradona, Zigoni, Flower, Platinì, Gascoigne, Best o il meno conosciuto Friday. Non ho mai voluto mettere in discussione il valore di questo o quel calciatore, tifoso, allenatore dirigente o qualunque nome citato in questo libro, ma il fatto che siano stati testimoni o protagonisti di un episodio simpatico li ha fatti entrare di diritto nella mia personalissima selezione. Dicono che il calcio sia lo sport più bello del mondo; ma ultimamente, e troppo spesso, sopratutto a livelli iper professionistici, sembra stia perdendo un po’ il “sorriso”. Per me il calcio è passione, è sport, è un pezzo di storia del mondo, ma è anche.. gioia; ed è proprio con la gioia ed il “Sorriso” che spero di farvi compagnia dall’inizio alla fine di questo Libro. Gli aneddoti riportati, di cui ho letto, sentito o visto, non hanno limiti spaziali o temporali. Tutto si fonde in un unico momento calcistico, che spazia da esperienze personali a quello che ho raccolto in oltre dieci anni di archiviazione. Mi auguro sia una raccolta originale e che possa incontrare l’interesse di tutti: dall’appassionato al miscredente, dall’addetto ai lavori all’uomo comune. Una lettura che, se pur senza (a volte) la precisione di dovizie del fatto di cronaca, possa accompagnare con piacere e leggerezza, alla scoperta di tante, tantissime storie, raccolte e raccontate, in una maniera inedita, da un amante del calcio.
Buon divertimento, Kempes Astolfi.

Capitolo 1
Gol a raffica: Fuochi d’artificio per cominciare
Palloni in gol da tutto il mondo: senza spazio, senza tempo.
Senza limiti.

Verso la porta Sbagliata
Italia-Germania 4-3, Messico 1970. Già solo queste parole evocano qualcosa di leggendario che è stato sotto gli occhi di tutti. Pochi forse sanno che dobbiamo questa partita memorabile, in gran parte, quasi tutto a un gol del pareggio dovuto a una scelta singolare. Karl Heinz Schnellinger, terzino della Germania, quel giorno segna la rete della vita, l’unica con la nazionale. Con quel gol al 90° la Germania riesce a strappare i supplementari all’Italia. Quando arriva il pallone in attacco per l’ultimo disperato tentativo teutonico, Schnellinger si trovava per caso da quelle parti. Dopo il fattaccio rientrando in difesa dopo l’abbraccio dei compagni se le sente dire di tutti i colori passando attraverso gli italiani amici, compagni e avversari. Dalla stupita domanda di Rosato «Carlo, ma proprio ADESSO (ti metti a far gol)?» e la minaccia bonaria di Rivera «Ti aspetto a Milano!!» Giacinto Facchetti a caldo gli domandò cosa facesse in area; Schnellinger rispose che in realtà stava andando verso gli spogliatoi per evitare i giornalisti. Dov’erano gli spogliatoi? Dietro la porta di Albertosi! Gol e… la Storia è scritta.

Antipulci Letale
Marzo 2011, Campionato Argentino. Gimnasia La Plata-Tigre. Poco prima della partita il massaggiatore del Gimnasia, forse per eccesso di zelo (o forse per… altro?) spruzza un potentissimo antipulci nelle panchine degli spogliatoi. Non appena gli ospiti ci si sono accomodati è iniziato il calvario con eruzioni, bruciori e dolori in tutte le parti basse. Ovviamente la squadra di casa ha vinto 2 a 1. Sarà stato merito di… bollenti ‘spiriti’?

Boato Registrato
Il grande Paulo Roberto Falcao ebbe una reazione molto particolare quando fece il suo primo gol all’Olimpico con la maglia della Roma. Ne fu così colpito che si fece registrare il boato dell’esultanza della tifoseria nello stadio. Successivamente ha poi riferito che non aveva mai sentito una cosa del genere in Brasile!

Boato Ammonito
Correva la stagione 2009-2010, match dilettantistico inglese tra il Chorton Villa e lo Stretford. Calcio di rigore per gli ospiti... Tiro... para il portiere! Attenzione: l’arbitro ferma tutto e tira fuori il cartellino giallo: ha sentito un peto durante la rincorsa del centravanti del Chorton Villa. Sì, un peto. Ammonito il molestatore, viene espulso un suo compagno di squadra per aver contestato l’ammonizione. L’arbitro ha reputato offensivo il comportamento di entrambi. Una partita che sicuramente passerà alla storia soprattutto per rumorose proteste.

Il Giro del Mondo
Marzo 2011. Misaki Murakami, 16 anni, ha perso quasi tutto a Rikuzentakata, città della prefettura di Iwate, distrutta per oltre l’80% dall’onda anomala, o Tsunami, avvenuta subito dopo il sisma di magnitudo nove. Una cosa però, Misaki, l’ha recuperata: un oggetto. Un pallone per l’esattezza. Una coppia molto sensibile, Yumi e David Baxter, lo ha contattato e lo ha restituito al proprietario. Non era facile coordinare l’operazione, sopratutto considerato che l’impresa è stata coordinata dalla periferia di Anchorage, in Alaska. La coincidenza nella coincidenza è che David Baxter è americano, ma Yumi è giapponese: solo una giapponese infatti avrebbe potuto decifrare i messaggi dei compagni di classe di Misaki, scritti nel 2005 ed ancora visibili. Quando si dice che il pallone unisce i popoli nel mondo...

Se lo ha detto lui…
Marcello Lippi all’epoca in cui allenava l’Inter cercava di comunicare al meglio coi suoi giocatori. Una volta in allenamento assegnò un compito all’eccentrico ed irrazionale Taribo West: «Taribo, accorcia sull’attaccante». Una, due, tre volte e Taribo non ascoltava. «Perchè non mi ascolti?» esclamò Lippi. «Dio mi ha detto di non accorciare», rispose seraficamente West. Se lo ha detto lui...

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