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L'ultima partita

Donato Anzante

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ISBN: 978-88-7418-857-4

12,00 €

Lettere 243 | p.181 | ed. aprile 2014

Le scuole avevano ripreso regolarmente le lezioni, gli ospedali la funzionalità sanitaria, come anche quella ecclesiastica nelle chiese. Nell'Irpinia intanto, iniziava a serpeggiare un grande fermento...
troppo denaro circolava. Politici locali, che già da qualche tempo occupavano scranni riguardevoli nella capitale, rumoreggiavano, cominciavano a fare la voce grossa formando un gruppo ben compatto, che man mano si faceva sempre più consistente. Cominciavano a vendersi e ad ambire poltrone ogni volta più lusinghiere. Uno soprattutto, affondò il proprio sedere in quella che rappresentava la prima poltrona del potere, pareva fatta a misura per il suo didietro.

Donato Anzante è nato a Biggleswade Bedford (Regno Unito) il 13 aprile 1954. La sua più grande passione è la poesia, infatti, nel 1997 pubblica la raccolta “Un Gioco di Stelle”, “Laurenziello il brigante” di cui conserva il vero certificato di morte e la satira “Sua Eccellenza l’Onorevole” che ha generato parecchi dissensi negli ambienti politici. Tra i premi letterari ricordiamo il sesto posto al concorso internazionale di arte e letteratura “Città di Avellino” organizzata dalla rivista “Verso Il Futuro” Della C.M. Menna – XV edizione e il secondo posto con medaglia d’argento per la poesia in lingua in arte e cultura 2009 XIII Edizione Premio Internazionale Accademia di Belle Arti, Lettere e Scienze Michelangelo Angrisani. Oggi vive con la sua famiglia a San Michele di Serino, magnifico paese nella valle del Sabato sulla sponda dell’omonimo fiume, con uno sguardo a Santo Stefano del Sole e l’altro al monte Terminio.

Prefazione

“L’ultima partita” nasce come un tributo lacerante e nello stesso tempo lirico che l’autore, Donato Anzante, ha voluto pagare a quel sistema sibillino e occulto che ancora attanaglia la nostra società, immobilizzandone le membra e soffocandone le voci. Lo sfondo su cui si snoda la storia è rappresentato da uno dei tanti paesi dell’Irpinia devastato da quei minuti eterni in cui la terra cessò di essere madre, la quale, ingoiando nel ventre titanico i suoi figli, uomini, donne, bambini, ne spezzò i sogni, tra le coltri calde di dimore umili ma amorevoli. Ma anche dopo la notte gelida, foriera di morte, arriva ogni giorno Lucifero, la stella che annuncia l’aurora e così si può ricominciare a giocare con vecchie rigide regole, che sottendono processi ineluttabili e nuovi giocatori i quali impareranno duramente e a proprie spese a pagare e far onorare i debiti di gioco. Romeo, Gennaro, Antonio, mamma Rosa, il Maresciallo, Don Rosario, Donna Margherita, vinti e vincitori che si mescolano e si consumano in un’alchimia di suoni, colori, sapori ancestrali e sentimenti contrastanti che Anzante ha saputo dosare sapientemente rendendo la lettura avvincente e suggestiva in ogni sua parte. Il motore della storia si può individuare nella lotta spietata e vana per l’affermazione di piccoli gruppi di potere illusi di conoscere tutti gli ingranaggi e prevedere i movimenti di un sistema che si rivelerà imprevedibile, come una magnetica partita di poker dove non sempre si riesce a capire chi ha in mano la scala reale. L’amore, l’amicizia, l’eros, sentimenti che legano i fili della storia, vengono drammaticamente provati da un organismo spietato e avvolgente che ottunde la vista di chi ne fa parte, ma non soccombono e rinascono più puri come una fenice dalle ceneri.

Antonio Felice CAPUTO. Col. Guardia di Finanza. già Consigliere Provinciale.

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