Il Centenario. Commedia semiseria da leggersi come un romanzo Vedi a schermo intero

Il Centenario. Commedia semiseria da leggersi come un romanzo

Claudio Beghelli e Matteo Cincopan

Maggiori dettagli

ISBN: 978-88-7418-863-5

12,00 €

Libri Fuori Collana | p. 121 | ed. aprile 2014

“Gli “appunti umani” che popolano il Centenario rappresentano al meglio l’ampia e variegata umanità dei nostri giorni, spaziando dai giovani agli anziani, dagli artisti agli affaristi, dagli stabili ai precari. Le loro qualifiche professionali sono mirabili coperture; mentre gli autori ce li presentano come direttori, archivisti e commessi noi intuiamo di avere a che fare con dei marinai. Perché questo è il punto: la libreria Scartafaccio è in verità una nave...”
Enrico Saccà

Matteo Cincopan. Nato a Bologna nel 1979. Ha studiato chitarra classica al conservatorio G. B. Martini di Bologna; da autodidatta si è poi avvicinato alle tecniche moderne. Ha realizzato diverse colonne sonore per corti e film indipendenti; nel 2006 ha iniziato una collaborazione con Claudio Beghelli, per le cui opere ha composto molte musiche, e con cui condivide il palco da diversi anni. Tra i dischi che compongono la sua produzione da solista ricordiamo i concept album: I primi tre secondi dell’universo (2011), Fantascienza (2012), infine Passati futuri (2013).

Claudio Beghelli. Nato a Bologna nel 1982. Parallelamente agli studi in filosofia, coltiva, da qualche anno, un multiforme lavoro culturale. Dal 2004 al 2011 ha collaborato con il Prof. Celli anche in qualità di segretario e addetto stampa e organizzatore culturale. Interessato al teatro di narrazione, nel 2005 crea la compagnia Teatro delle Ceneri (ora ribattezzata in Compagnia Cincopan-Beghelli), ed è co-regista e interprete di numerosi spettacoli. Tra le sue pubblicazioni: i contributi critici al volume di Giorgio Celli La zattera di Vesalio e altri drammi (Tre Lune, 2007); il dramma psicoanalitico Il caso dell’uomo dei lupi (Prospettivaeditrice, 2010). Nel 2013 dà alle stampe il volume L’animale che immagina – Frammenti di un’autobiografia intellettuale (Prospettivaeditrice), che contiene alcune conversazioni, sinora inedite, avvenute tra l’Autore e Giorgio Celli, di cui si è conservata registrazione per volere del Professore stesso. Sempre nel 2013, cura il saggio Le parole con il loro dolore. Il poeta è un artigiano, Appunti sulla scrittura poetica di Vittorio Franceschi, apparso come prefazione alla libro di versi dello stesso Franceschi Tre ballate da cantare ubriachi e altre canzoni (Pendragon, 2013). Altri suoi lavori (soggetti, recensioni, racconti) sono comparsi su diverse riviste.

Prologo

La scena è buia. Alberto, solo, in ribalta, dentro una bolla di luce, canta una sua canzone, suonando la chitarra dal vivo, come stesse tenendo un concerto.
Alberto: (canta) “L’uomo burattino”
Nessuno m’ha spiegato che qui l’attesa non finisce mai: e ogni giorno vedo gli occhi miei più opachi; qualcuno sa dirmi cos’è questo limbo dove siamo chiusi? Una fabbrica o un mercato di disillusi. Non so più quanto tempo è passato da quando io arrivai su questa falsa arca dell’alleanza senza rotta. E intanto siamo appesi qui, con il cuore sotto spirito: marionette che ogni giorno chiedono: “Quando si vive?”

(Al pubblico:) Buonasera. Vi piace? L’ho appena scritta.
(Pausa. Sorride. Indicando il teatro:) Certo: la posso fare solo qui. Su questo palcoscenico posso essere quello che vorrei diventare. Ma dove suono di solito, una canzone così non la vogliono. E poi, in un locale non c’è il silenzio giusto: mangiano bevono schiamazzano… La musica è semplicemente un sottofondo, che dai per scontato: sì, senti che c’è, fa compagnia e il vino è più allegro; ma nessuno la ascolta davvero. È un po’ come succede quando si entra in un negozio – avete fatto caso che nei negozi la radio è sempre accesa? Il guaio è che, ormai, il rumore, astutamente camuffato da musica orecchiabile, sta in agguato ovunque. E io ho paura. In ventisette anni, una cosa ho capito: la stupidità, alla lunga, è contagiosa. (Come se un’altra persona – che non c’è – lo richiamasse:) – Come? Taglio? – (Tono normale:) È Veronica, la mia ragazza. Voi non la vedete, e io nemmeno, ma è qui. Un’altra delle magie possibili in teatro. – Hai ragione, scusa, amore, divago, come al solito… – Arrivo al punto. Vi dicevo: nei locali dove lavoro si suonano ballabili, cover, qualche pezzo dei Beatles, quando va bene. A chi importa quello che scrivo io? E siccome, almeno per adesso, la musica non mi basta per campare, mentre aspetto l’occasione giusta, sulla soglia della vita – come il burattino della canzone, in un certo senso –, guadagno quel tanto che basta a poter dormire la notte facendo il commesso stagionale nella più antica e celebre libreria di una grande città d’Italia – decidete voi quale. Ed è qui che comincia, domani, la storia che state per vedere. – A proposito: mi chiamo…

Il buio giunge improvviso, prima che Alberto possa dire il suo nome.

Non ci sono commenti dei clienti per il momento.

Scrivi il tuo commento

Il Centenario. Commedia semiseria da leggersi come un romanzo

Il Centenario. Commedia semiseria da leggersi come un romanzo

Claudio Beghelli e Matteo Cincopan

Scrivi il tuo commento

Prospettiva editrice sas Via G. Matteotti, 19 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it