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Il caso Watergate. L'inchiesta giornalistica che ha cambiato la storia

Filippo Farris

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ISBN: 978-88-7418-805-5

12,00 €

Territori 61 | p.86 | ed novembre 2013

Il caso Watergate ha rappresentato una tappa epocale nella storia del giornalismo. Tuttora esso viene ricordato come un avvenimento unico ed irripetibile, che molto probabilmente rimarrà tale ancora per lungo tempo.
Era l'estate del 1972, quando due giovani ed inesperti cronisti del quotidiano americano Washington Post si accingevano a dare il via ad un'inchiesta giornalistica che in breve tempo si sarebbe rivelata a dir poco devastante. I due cronisti erano Carl Bernstein e Bob Woodward, divenuti una vera e propria leggenda del giornalismo a livello mondiale. Con la loro inchiesta, Bernstein e Woodward giunsero a smascherare il più grande scandalo politico della storia recente; una clamorosa cospirazione in cui erano coinvolte tutte le più alte cariche istituzionali del governo americano. L'inchiesta dei due reporter fu talmente travolgente da causare, nel giro di soli due anni, la caduta del governo americano, con la conseguente dipartita dell'allora Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon.
Il caso Watergate è il giornalismo nella sua massima espressione; un esempio perfetto di come l'oppressione del potere possa essere contrastata ed abbattuta dalla forza della libera stampa. Da sempre esso è considerato, per innumerevoli schiere di giovani reporter, come un modello da seguire e da imitare; ciò lo rende così affascinante e così enormemente importante.

Filippo Farris è nato ad Alghero (SS) nel 1982. Nel 2010 ha conseguito la Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Sassari, discutendo una tesi in Sociologia delle Comunicazioni di Massa, da cui è stato tratto questo libro. È un grande appassionato di giornalismo, di cinema e di arte. Tra il 2011 e il 2012 ha vissuto a Milano e a Brescia. Ha lavorato come help desk e tecnico informatico per diverse aziende di Sassari e di Brescia. Attualmente vive in Sardegna e opera nel settore del turismo. È alla sua prima pubblicazione. 

INTRODUZIONE

Il seguente lavoro di ricerca si proporrà di esaminare in maniera esaustiva la vicenda concernente il cosiddetto caso Watergate; ovvero, l’inchiesta giornalistica relativa al noto scandalo politico che nel 1974 culminò con le dimissioni di Richard Milhous Nixon dalla carica di Presidente degli Stati Uniti d’America. Nello specifico il lavoro di ricerca si focalizzerà sui seguenti nuclei tematici:
• il periodo storico in cui l’amministrazione Nixon fu alla guida del governo americano;
• il resoconto dettagliato degli eventi riguardanti il caso Watergate;
• l’importanza del giornalismo investigativo;
• il potere dei mass media oggi.
La scelta dell’argomento ricade sull’enorme importanza rivestita dal caso Watergate, sia da un punto di vista giornalistico, che da un punto di vista storico. Sebbene siano passati quasi quarant’anni da quando esso si è verificato, ancora oggi tale avvenimento appare come un qualcosa di veramente eccezionale e straordinario. Di fatto, esso rappresenta una delle rarissime occasioni in cui il coraggio e la dedizione di taluni autorevoli giornalisti ha fatto si che il corso degli eventi cambiasse radicalmente. La vicenda del caso Watergate è legata in maniera inscindibile alla figura di Carl Bernstein e Bob Woodward, i due leggendari cronisti del Washington Post1, autori dell’inchiesta giornalistica e scopritori dello scandalo. Negli annali della carta stampata, l’inchiesta realizzata da Bernstein e Woodward non rappresenta solo un grande esempio di professionalità, ma un modello perfetto di giornalismo serio e moralmente impegnato. Essa può essere definita, senza esagerazioni, come un’autentica “crociata” a favore della giustizia e della democrazia; una vera e propria battaglia giornalistica contro un sistema politico dominato dalle menzogne, dalla corruzione e dall’abuso di potere; quella che è effettivamente stata l’amministrazione di Richard Nixon2. Ciò che rende il caso Watergate estremamente avvincente ed appassionante, a parte l’eccellente lavoro di indagine svolto dai due reporter americani (che tra l’altro, all’epoca degli eventi erano solamente due giovani alle prime armi)3, è il fatto che alcune circostanze particolari, e solo apparentemente banali, abbiano portato in un breve lasso di tempo alla più grande crisi istituzionale della storia americana. Per la prima ed unica volta, infatti, il Presidente degli Stati Uniti, ovvero la più importante personalità politica del pianeta, è stato costretto a rinunciare inevitabilmente al proprio mandato, a causa di una lunga sequela di gravi accuse rivoltegli per mezzo stampa. In tutta la sua storia, la superpotenza americana non è mai stata così vicina al tracollo; e ciò che colpisce maggiormente di tale avvenimento è che esso non si è verificato a causa di un colpo di Stato, di un attacco militare nemico o di una grave crisi economica, ma come conseguenza di una clamorosa inchiesta giornalistica riguardante gli affari illeciti del Presidente e dei più importanti membri del governo americano. Mai come in questa occasione sarebbe più opportuno fare riferimento al famoso detto: «ne uccide più la penna che la spada»; dal momento che, la disfatta della corrotta amministrazione di Richard Nixon è da attribuirsi in tutto e per tutto all’operato della carta stampata. Man mano che ci si addentra nei particolari riguardanti il caso Watergate, si viene sempre di più rapiti da un profondo interesse per la vicenda, che spinge chiunque se ne occupi a porsi necessariamente un quesito; ossia, se può la pubblicazione di determinate “notizie scottanti” valere la crisi di un’intera nazione. È a questo punto che entra in gioco il lato più affascinante e più coinvolgente della vicenda, rappresentato dall’ammirevole coraggio del Washington Post e dei suoi due reporter; i quali, nonostante fossero perfettamente consci del grave rischio cui andavano incontro, si sono comunque dimostrati decisi ad arrivare fino in fondo, pur di mettere in luce la completa verità dei fatti4. Nella storia del giornalismo il caso Watergate rappresenta senza alcun dubbio uno spartiacque, un punto di non ritorno. Esso è da considerarsi, a tutti gli effetti, come la madre indiscussa di tutte le grandi inchieste giornalistiche e di tutti i più clamorosi scandali politici avvenuti fino ad oggi. Tuttora, a decenni di distanza, non si è verificato ancora niente di vagamente analogo o lontanamente comparabile a quello che è stato il caso Watergate. Finanche gli scandali politici come il Sexgate di Bill Clinton e l’Irangate di Ronald Reagan, seppur di notevole rilevanza, a confronto appaiono solamente come dei pallidi e timidi echi5. L’impresa compiuta da Bernstein e Woodward è stata veramente un qualcosa di singolare e straordinario. Difatti, giungere nel giro di soli due anni alla scoperta di una delle più grandi cospirazioni politiche della storia e alla conseguente messa al bando dei responsabili di tale complotto, non può essere definito in altro modo se non come un evento epocale. Se ci si sofferma per un attimo a riflettere sulle difficoltà e sugli enormi rischi che una simile azione comporta, ci si rende subito conto di quanto l’opera realizzata dei due reporter del Washington Post sia stata per davvero leggendaria. L’enorme importanza del caso Watergate risiede propriamente in questo, e in ciò che esso rappresenta; vale a dire, un’incredibile sfida lanciata da due giovani e sconosciuti reporter contro il massimo potere politico del mondo6. Esso è da considerarsi, sotto tutti gli aspetti, come un esempio perfetto di come l’arroganza e l’oppressione del potere possano essere contrastate ed abbattute dalla forza della libera stampa. È giusto e doveroso, dunque, ricordare gli avvenimenti storici riguardanti il caso Watergate; affinché esso possa essere, per chiunque intenda inoltrarsi nell’entusiasmante mondo del giornalismo e dell’informazione, un valido insegnamento e un ottimo modello professionale da cui poter trarre ispirazione.

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