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Il bosco senza tempo

Stefano Carnicelli

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ISBN: 978-88-7418-816-1

12,00 €

Lettere 229 | p. 215 | ed. maggio 2013

Riccardo è al culmine della sua carriera quando viene “toccato” duramente dal destino; all’improvviso, perde i suoi affetti più cari. A fatica riuscirà a ricomporre i pezzi scomposti della sua vita. Dopo tanti anni, tornerà a vivere nel piccolo borgo di origine. In paese sembra che il tempo si sia fermato: le stesse case, gli stessi abitanti, la stessa meravigliosa serenità. E’ qui che ritrova un rapporto mai sopito con un vecchio bosco; un luogo senza tempo con una dimensione misteriosa. In quegli spazi, Riccardo scopre la storia ed il tempo che fu. Immagini, rumori, suoni, storie di vita, riecheggiano tra gli alti faggi sotto i suoi occhi stupiti. In paese fanno ritorno anche Italo e Carmen; due personaggi particolari con alle spalle storie straordinarie e coinvolgenti. Dopo tempi di apparente serenità, il fato renderà nuovamente infelice la vita di Riccardo. La disperazione lo assalirà per aprire un nuovo ed inaspettato spazio al pensiero della morte. Abbandonare definitivamente la dimensione terrena, potrebbe significare la fine di ogni sofferenza? Sarà il bosco a ispirare, nonostante la distruzione subita, nuovi ed inaspettati pensieri.

Il dipinto di copertina è stato realizzato dalla piccola Chloè Martin

Stefano Carnicelli min


Ho 47 anni (vivo a L’Aquila), ho conseguito la laurea in Economia e Commercio e da sempre amo leggere per ricercare la bellezza e le emozioni contenute nelle parole. Ho letto molto, preferendo principalmente la narrativa italiana. Nonostante gli impegni di lavoro (attualmente dirigo una filiale di un istituto di credito), ho cercato di dedicare spazi a questa mia passione; soprattutto nel silenzio della notte. “Il cielo capovolto”, il mio primo romanzo, nasce da una sofferenza che ho vissuto in prima persona. Il romanzo è stato pubblicato nel 2011 da Prospettiva editrice. E’ proprio in questo modo che arrivo alla scrittura anche se, in passato, diversi miei interventi sono stati pubblicati su “Il Centro” (quotidiano dell’Abruzzo). Il mio romanzo è nato proprio nel silenzio della notte per narrare la storia di un padre e di un figlio che amano i brani dei cantautori (in particolare Roberto Vecchioni e Ivano Fossati).

Altre informazioni:

  • Ho curato per diverso tempo (2011-2013) la rubrica “libri” su ABExpress (www.abexpress.it), digital magazine degli abruzzesi, pubblicando diverse recensioni. Attualmente, curo la rubrica libri per Onda TV di Sulmona.
  • Nel gennaio 2012, con il brano dialettale “Potrebbe anche essere”, sono stato vincitore dell’ambito premio “Agnesino 2012” a L’Aquila.
  • Ho presentato “Il cielo capovolto” in diverse occasioni. Tra i vari incontri, sono stato invitato a Campi Salentina (Lecce) nell’ambito dell’importante evento “La città del libro” >>> http://www.cittadellibro.net/autori-2011/ (sul sito sono elencati moltissimi autori tra cui me).
  • Sono stato invitato al Buk Festival di Modena 2012.
  • L’11 maggio 2012 ho presentato il romanzo a Torino alla Fiera Internazionale del Libro.
  • “Il cielo capovolto” è stato premiato (giugno 2012), nella sezione narrativa, al festival “Incatenati all’arte” di Catignano (PE).
  • Sono stato finalista con il racconto “Parole invisibili” al “Terracina Book Festival” 2012. Il racconto, insieme agli altri finalisti, verrà inserito in un volume di prossima pubblicazione.
  • Sono stato premiato con il racconto “Parole invisibili” al concorso letterario “Profumo di Marzo” 4° edizione (Arona).
  • Sono stato finalista con il racconto “I segreti del bosco” al concorso “Buonanotte nel Parco” 2012(presidente della giuria: Dacia Maraini). I tre racconti finalisti saranno pubblicati nelle nuova collana editoriale "Racconto della buona notte nel Parco" e diffusi tramite i canali divulgativi e di promozione del Parco.
  • Finalista con il romanzo “Il cielo capovolto” al premio Nabokov 2012; secondo classificato nella sezione narrativa (26/1/2013 Novoli – Lecce).
  • Finalista con il racconto “Borgo bello” al concorso letterario Gutenbergh#Lab 2012/2013.
  • Conduco la trasmissione “Non sperate di liberarvi dei libri” su LAQTV (canale 114 del digitale terrestre).
  • A maggio 2013 ho pubblicato il mio secondo romanzo “Il bosco senza tempo” (Prospettiva editrice), presentato al Salone Internazionale di Torino (2013)
  • Ho ricevuto una segnalazione di merito al XV Premio Letterario Nazionale “Caro Diario” di Ortucchio (AQ), per il racconto L’Amore ritrovato.
     

Di seguito, alcuni siti che mi riguardano:

http://www.stefanocarnicelli.it/

http://www.cittadellibro.net/autori-2011/

http://www.youtube.com/watch?v=cK-MKccXWXY

http://www.abexpress.it/rubriche/item/7293-santagnese-2012-lo-scrittore-stefano-carnicelli-premiato-dal-sindaco-cialente

http://www.abexpress.it/rubriche/itemlist/category/10-libri

http://www.youtube.com/watch?v=vibs_b7rPAo&feature=share

http://premionabokov.com/i-vincitori/

http://www.aqbox.tv/f7-non-sperate-di-liberarvi-dei-libri

http://www.youtube.com/watch?v=l3WYkbPcLS4

http://www.youtube.com/watch?v=s14fgFbnJts

http://www.ondatv.tv/index.php?option=com_k2&view=item&id=6943%3Arubrica-libri-linfinito-viaggiare-di-claudio-magris

stefano.carnicelli@libero.it

cell. 338-8973504

Un nuovo romanzo, “Il bosco senza tempo” … ce ne parli?

Si, viene pubblicato a 2 anni da “Il cielo capovolto”. Direi un romanzo più articolato dove cerco di dare risalto agli aspetti emotivi dei vari personaggi. Racconto la storia di un uomo, Riccardo, che viene toccato duramente dal destino. Sfiduciato e stanco di un lavoro che non sente più suo, decide di rallentare e torna nel paese d’origine dove non mette piede da molti anni. E’ qui che riscopre una vita autentica e, soprattutto, ritrova alcuni vecchi amici con le loro straordinarie storie tutte da leggere.

Che ruolo ha il bosco nel tuo nuovo romanzo?

Un ruolo di primo piano. Il bosco insieme a Riccardo, Carmen, Italo (Pluto) e altri personaggi, è un protagonista a pieno titolo. E’ un bosco “vivo” con il quale Riccardo, sin da bambino, aveva stabilito un bellissimo rapporto. Direi delle vere “corrispondenze” (come nella poesia di Baudelaire) laddove l’uomo, avvicinandosi alla natura con un particolare stato emotivo, riesce a cogliere dalla stessa il profondo linguaggio fatto di suoni, rumori, odori, immagini. Nel mio romanzo il bosco, in qualche modo, parlerà a l’uomo raccontando la vita e la storia.

Il bosco arriva a raccontare anche i tragici eventi del terremoto aquilano del 2009?

Ha voluto che questo luogo magico potesse raccontare le storie di alcune persone, me compreso, che hanno vissuto quella terribile esperienza. I personaggi che cito nel capitolo “L’ombra che trema” appartengono alla realtà della storia aquilana. Ci sono delle vicende assurde e delle coincidenze che solo un destino beffardo poteva far accadere.

E Pluto? Ci parli di questo personaggio straordinario?

Pluto in realtà si chiama Italo. Un bambino con un’infanzia difficile a causa di una violenza non violenta subita da un terribile patrigno. Fuggirà dal paese dopo aver terminato gli studi e vivrà, per tutta la vita, all’interno di un parco dei divertimenti senza uscire mai. Diventerà Pluto, il cane di Topolino, con un costume di scena attraverso il quale donerà, a tutti i bambini del mondo, quelle gioie che lui, come Italo, non aveva mai avuto. Solo al momento della pensione uscirà dal suo parco per fare ritorno al paese.

Insomma un romanzo pieno di personaggi, natura, storie, dove sicuramente non ci si annoia?

Credo di no. La trama è movimentata con diversi colpi di scena. I riscontri che ho avuto e che sto avendo dai lettori sono confortevoli. Hanno trovato la mia scrittura più matura rispetto al romanzo d’esordio. Tutto ciò mi rallegra e mi da la forza di andare avanti con questa mia passione. Vi invito anche a visitare il mio sito http://www.stefanocarnicelli.it/ dove c’è la mia storia e quella dei miei romanzi. Anche per questo lavoro, il dipinto di copertina è stato realizzato dalla mia nipotina francese Chloè Martin. Ringrazio sin d’ora coloro che vorranno dedicare attenzione alla mia scrittura.

1. Rinascita

Un leggero sospiro accompagnò il suo sorriso come per sdrammatizzare la sua sorte. Si chiamava Riccardo e faceva il consulente d’azienda all’interno di un’importante società di servizi con sedi sparse in tutto il mondo. Viveva ogni giorno nell’aridità e nella solitudine del suo lavoro che gli appariva, con il passare del tempo, sempre più intangibile ed irreale. Pianificazione finanziaria, tassi d’interessi, ipotetici ed astratti equilibri finanziari, numeri più o meno definiti e definibili; questo il suo pane quotidiano. Su tutto, una sola logica: il profitto ad ogni costo. Era ormai notte fonda e non riusciva a dormire; pensò bene di ripercorrere nella sua mente la giornata furibonda appena trascorsa. Quel giorno aveva ricevuto le telefonate, o meglio, le cazziate del suo diretto responsabile, del responsabile del servizio internal auditing e, dulcis in fundo, dell’amministratore delegato per l’Italia. Sorrise ancora e pensò: “Bene!”, anzi “Benissimo!” … I tre simpaticoni della società. La lista era completa ed all’appello non mancava nessuno. Pensò all’assurdità del suo lavoro, ai molteplici impegni richiesti ed alle innumerevoli responsabilità correlate alla sua posizione; gestire clienti ed aziende sempre più esigenti ed incontentabili, non era più una cosa facile. Era un po’ come essere sballottati da una parte e dall’altra; una giacca tirata da più lati fino allo strappo. Si sentiva solo, lì nel mezzo, con la sua professionalità contro il mondo senza sapere bene in quale direzione andare. C’erano i vertici aziendali affamati, da sempre, di nuovi risultati e buoni numeri; volevano la crescita e quindi desideravano solo i segni positivi sulle varie voci del budget. C’erano poi i servizi interni, quelli preposti ai controlli su come l’attività veniva svolta ogni giorno. Sorrise nuovamente nel silenzio della notte; oramai era tutto chiaro. Non avrebbe mai potuto sbagliare. In fondo cosa gli veniva richiesto? Semplice! Occorreva fare i numeri, farli bene, e cioè a condizioni estremamente remunerative, in mezzo ad un’accanita e spietata concorrenza, senza, ovviamente, prendere cantonate. Il tutto, condito da una perfezione procedurale nel pieno rispetto delle regole sancite, fino all’inverosimile, dalle circolari interne che ogni giorno inondavano la sua posta elettronica. In fondo erano proprio i consulenti ad essere produttivi; erano loro che nei vari uffici della società, o direttamente presso le sedi dei clienti, ogni anno, con grande impegno ed abnegazione, consentivano alla società di ottenere risultati via via sempre più soddisfacenti. Ed erano sempre gli uffici di consulenza, pensò, sorridendo, ad essere additati e chiamati in causa quando sorgeva un problema di gestione. Nel controllo del proprio lavoro quotidiano, di una cosa era sicurissimo: se avesse dovuto seguire alla lettera ed in modo pedissequo tutti i vari regolamenti aziendali, avrebbe impiegato, per svolgere una semplice giornata lavorativa di otto ore, un tempo che andava ben oltre le ventiquattro ore canoniche. Ad un primo ed azzardato pensiero poteva sembrare anche assurdo ma di fatto, conti alla mano, era proprio così: il tempo non bastava mai! Il tempo era in crisi, proprio come l’economia mondiale. Si iniziava dal mattino; occorreva innanzitutto uno spazio temporale importante per tenersi aggiornato. Non poteva trascurare, quindi, la lettura dei quotidiani economici e finanziari per avere un aggiornamento immediato sulle novità legislative e sull’andamento dell’economia e della finanza. Non poteva, del resto, trascurare la lettura dei quotidiani ordinari, anche locali, per seguire fatti e vicende che potevano interessare anche potenziali clienti ed aziende. In questa prima fase della mattina, era spesso costretto a staccare con il mondo esterno per non essere disturbato. Via telefoni e cellulari altrimenti… addio lettura! Era un buon consulente ma non aveva più né una segreteria e nemmeno una centralinista che potessero, in qualche modo, filtrare le innumerevoli telefonate che arrivavano continuamente. La sua società di servizi di stampo americano, in un primo momento, con l’intenzione di entrare e fare mercato sui territori, era arrivata in pompa magna: sedi sfarzose, confort di ogni tipo, segretarie per i vari servizi, telefoniste, commessi ed altro. Insomma, non mancava proprio nulla e tutto era perfetto, o meglio, tutto doveva apparire, agli occhi estranei, perfetto. Incantare piuttosto che concretizzare, apparire piuttosto che essere: questi i motti nascosti della sua “perfetta” società. Aveva girato un po’ prima di rientrare, dopo tanti anni, in una delle sedi che si trovava proprio nella città dove aveva, fiscalmente parlando, la sua abitazione principale. Con il tempo, la sua società “perfetta”, spinta forse dalle logiche del profitto, da una rigida politica di taglio dei costi, aveva invertito la rotta puntando sempre di più su sedi ordinarie vissute da un numero piuttosto esiguo di consulenti e collaboratori. Negli ultimi tempi, rientrando nella città dove aveva la propria abitazione, aveva avuto modo di scoprire la pochezza della sua società e della relativa sede. Pochi consulenti pressoché allo sbando, una sede abbandonata senza una vera segreteria, scarso inserimento nel mercato di riferimento. In realtà il suo ritorno aveva in qualche modo favorito un’inversione di tendenza, attraverso l’acquisizione di nuovi clienti e l’avvio di diverse attività di consulenza. Insomma, la sede, e quindi l’attività, era rinata a nuova vita; c’era fermento e voglia di fare, nonostante il pressoché totale abbandono del periodo precedente. Il problema consisteva nel fatto che veniva richiesta una presenza in qualche modo totalitaria. In quella sede non doveva occuparsi solamente di attività di consulenza: era richiesto di alzare la cornetta e rispondere al telefono, occorreva fare le telefonate, occuparsi dei fax e delle mail. In aggiunta, durante una ordinaria giornata di lavoro, veniva richiesto di visitare le aziende, tenere informati i clienti sulle varie opportunità e sulle novità legislative, proporre agli stessi nuovi interventi e nuove iniziative e, per ultimo, ma certamente di fondamentale importanza, ascoltare le voci e le lamentele dei clienti. Proprio così: bisognava essere anche frati confessori… su tutto il fronte. Il consulente impegnato nella pianificazione finanziaria dell’impresa, in fondo, poteva ben conoscere il numero ed i nomi delle amanti del titolare, i sogni e le paure dello stesso, nonché i gusti musicali o i posti dove trascorrere le vacanze. Sorrideva al pensiero che la pianificazione finanziaria è utile anche per gestire tutti questi problemi. In qualche modo, direttamente o indirettamente, pianificare finanziariamente al meglio l’azienda, consentiva all’imprenditore di gestire puttane, festini spinti, vacanze, auto sportive ed altro. Del resto era risaputo: l’imprenditore traeva la propria liquidità personale dalla sua azienda. E non finiva qui. Nella sua giornata lavorativa, in aggiunta, doveva occuparsi, essendo il consulente più anziano, di coordinare l’attività degli altri specialisti presenti in sede. Aveva, infine, anche il compito di contattare ed avviare rapporti con nuovi e potenziali clienti. Per non parlare poi del tempo, anch’esso importantissimo, da dedicare all’aggiornamento professionale ed all’istruttoria dei vari fascicoli e pratiche. La domanda che si faceva di frequente era proprio questa: si può, in una semplice giornata lavorativa, svolgere in modo ottimale tutte queste funzioni? La risposta era no, certamente no, sicuramente no.

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