Non sempre la stessa storia Vedi a schermo intero

Non sempre la stessa storia

Chiara Del Soldato

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ISBN: 978-88-7418-363-0

14,00 €

Lettere 157 | p.306 | ed.2010

Laura, dedita da sempre al culto del matrimonio, imprevedibilmente a cinquant'anni tradisce il marito. Per mettere ordine alle nuove emozioni, non può parlare con l'amica Carla, la quale vive sua volta un momento problematico, a causa della sindrome del nido vuoto. Comincia così questo romanzo tutto al femminile, in cui, accanto alle due protagoniste, si muovono molte altre donne, alle prese con la paura della solitudine, il sospetto di non amare abbastanza, il timore di perdere il lavoro o non arrivare alla fine del mese, il desiderio di fuga dalla snervante quotidianità o da un uomo. Assistiamo con emozione ad una selva di vite, in cui casualmente le decisioni di una influenzano o riecheggiano quelle dell’altra, in cui talvolta un semplice evento o un incontro, vissuti come segno guida, aiutando ad effettuare delle scelte controcorrente o a ritrovare la strada perduta.

Chiara Del Soldato, nata a Grosseto, è docente di Italiano e Latino al Liceo scientifico di Rieti. Dopo aver esordito nel ’99 con il romano “Jader” (guidaed), vincitore del Pr.Lett.Naz. Città di Cimitile (NA), ha pubblicato con Prospettiva editrice: il romanzo “magia di un’idea” (2002), la raccolta di racconti “I colori dell’anima” (2004), il romano “La vita che forse” (2006), vincitore del Pr.Lett.Naz C. Cassola Città di Grosseto 2007, del Premio alla Professione Nero su Bianco 2008, del Pr.Lett. Città di Recco 2009,k del Premio Internaz. Narrativa Kalliope 2009

Il giorno 4 giugno, alle ore 17, 30, presso Palazzo vecchierelli, grazie alla collaborazione della Sabina Universitas, presenterà il suo quinto romanzo Non sempre la stessa storia, edito da Prospettiva editrice, la scrittrice toscana Chiara Del Soldato, reatina di adozione, insegnante presso il Liceo Scientifico C. Jucci. Si tratta di un romanzo che intreccia tra loro le vite di donne di varie età, colte tutte in un momento difficile della loro esistenza. I problemi affrontati, dalla paura di invecchiare a quello di perdere il lavoro, dallo smarrimento della fede alla violenza in famiglia, tanto per citarne alcuni, rendono il romanzo molto attuale e particolarmente accattivante. Chiediamo all’autrice il perché siano trascorsi quattro anni dal suo ultimo lavoro. “ La vita che forse” è un romanzo a cui tengo molto e  che mi ha dato molta soddisfazione, avendo vinto vari premi letterari; questo è il motivo per cui non ho voluto offuscarlo con l’uscita di un altro lavoro, che era pronto da un anno.” Chiediamo all’autrice se la nuova storia sia dolorosa come la precedente, che narrava di un incidente d’auto che cambia la vita della protagonista. “ Pur essendovi affrontati temi importanti, l’atmosfera che si respira nel romanzo, forse proprio per il continuo cambio di protagonista, è più leggera. Non mancano momenti forti, ma neppure quelli addirittura comici.” “Le molte storie possono confondere il lettore?” “Assolutamente no, perché i personaggi entrano in scena uno ad uno, presentandosi in prima persona al lettore, che ne individua subito il carattere e la tipologia di crisi. Dopo, naturalmente s’immettono nel dinamismo della trama e le seguiamo fino alla fine, quando tutte le storie hanno una conclusione.”   “Ci sono personaggi più centrali di altri?” “ Sì, Laura e Carla, le due amiche cinquantenni che aprono il romanzo, hanno storie più corpose e si portano dietro tutti gli altri personaggi che ruotano nelle loro esistenze, figlia, madre, sorella etc.” “E gli uomini? Che ruolo hanno in tutto questo?” “ Sono i compagni più o meno degni delle loro donne. Sono in genere figure marginali, non perché lo siano realmente, ma perché ho voluto concentrare l’attenzione sul modo di vivere certi eventi da parte delle donne, non degli uomini, quindi questi ultimi sono solo funzionali alla storia.” Per finire chiediamo all’autrice se ci sia qualcosa che lega le storie tra loro. “ Diciamo che è il messaggio positivo finale: la vita offre continuamente nuove possibilità, che rispecchia, poi, il mio ottimismo.” Un’ultimissima curiosità da svelare ai nostri lettori: “ E il titolo?” “ Siamo portati a ragionare per luoghi comuni, invece anche le storie più normali hanno una loro peculiarità.”
Ringraziamo l’autrice, augurandole buona fortuna.

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