Il dottore dal camice bianco Vedi a schermo intero

Il dottore dal camice bianco

Guido Coppola

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ISBN: 978-88-7418-635-8

12,00 €

Lettere 171 | p.108 | ed.2011

Un sogno, un terribile incubo che è trasformato in realtà, ha cambiato irrimediabilmente la mia vita per sempre. Se solo avessi saputo cosa mi sarebbe accaduto nei giorni, mesi ed anni successivi a quella notte, avrei rinunciato a tutto senza pensarci un solo secondo. Fu come se fossi stato spinto violentemente all'interno di un tunnel lunghissimo e buio. Amare le persone anche quando verranno a mancare ci aiuterà ad andare avanti, e solo con il vostro amore, e la serenità che troverete in voi, riuscirete ad amare la scelta di colui che ci ama perchè la vita continua anche dopo la morte.
Guido Coppola

Una storia vera raccontata tra le corsie di un ospedale in un viaggio onirico che alla fine diventa realtà.
Tutti i fatti raccolti nel libro sono realmente accaduti all'autore.

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Mi chiamo Guido Coppola sono nato il 17/11/1962 a Terracina (LT), provengo da una famiglia numerosa infatti sono l'ultimo di 12 fratelli . E' il primo libro che scrivo, non sarà un capolavoro ma è molto importante per me. Cosa mi ha spinto a scrivere questo libro? Non lo so. Oggi posso solo dire 
che è stata una bella esperienza ma la cosa più bella è stata farmi aiutare da una persona che non c'è più. Con questa mia presentazione colgo l'occasione di ringraziare tutti coloro che leggeranno il libro spero che vi piacerà. Grazie di cuore .

Perchè hai scritto questo libro? Non sono stato io a volerlo.

Hai avuto paura di quello che ti è successo? No.

Nel libro dici tante volte che non ci credi, perchè se è vero? Perchè non devo essere io a far credere alle persone che esiste un'altra vita oltre quella terrena.

Pensi di toccare il cuore della gente? Spero di fare molto alle persone che hanno bisogno di conferme.

Ci carà un continuo? Credo di sì, ci sono tante cose non dette

Un sogno, un terribile incubo che si è trasformato in realtà, ha cambiato irrimediabilmente la mia vita per sempre. Se solo avessi saputo cosa mi sarebbe accaduto nei giorni, mesi ed anni successivi a quella notte, avrei rinunciato a tutto senza pensarci un solo secondo. Fu come se fossi stato spinto violentemente all'interno di un tunnel lunghissimo e buio.
La strada era irta di ostacoli e io non sapevo come uscirne. Vedevo una luce in lontananza, ero certo che fosse l'uscita, ma, per quanto camminassi mi sembrava sempre lontana. In quel viaggio, iniziai a dubitare di me, delle poche certezze che avevo e, ciò che mi fece più male fu che pure chi mi stava vicino fece altrettanto. 
Mi aggrappavo con tutte le mie forze a ciò che percepivo con i sensi, cercavo di crederci anche se era difficile e, un passo dopo l'altro mi sono avvicinato a quella luce. La salvezza nel mio calvario fu che chi mi spinse in quella galleria buia, mi rimase accanto durante la sofferenza fino ad un passo dall'uscita, cercando di infondermi sicurezza.
Da quella notte in cui feci quel terribile sogno, la mia vita ha subito un cambiamento profondo, ed ora questo incubo è qui con me, fa parte di me e, a fatica, ho imparato a conviverci ed anche, in un certo senso, a proteggerlo fino al punto di arrivare a considerarlo un dono che mi è stato fatto e che non ho potuto e, con il tempo, voluto rifiutare. Ho deciso solo ora di parlarne perché, finalmente, tutto mi è chiaro. 
Forse avrei dovuto capire cosa mi stava accadendo molto tempo fa, o avrei dovuto riconoscere i segnali che mi venivano inviati, ma probabilmente avevo paura o non volevo accettare che fossi tu che cercavi di metterti in 'contatto' con me. Era assurdo ed impossibile, mi sembrava di vivere in un'altra dimensione, una dimensione a me sconosciuta e alla quale mi rifiutavo di credere con tutto me stesso.
Ma tu, da quella notte, non mi hai mai lasciato. Hai creato mille occasioni ma io, cieco, ho dovuto attendere che tu tornassi a 'bussare' alla mia porta per l'ennesima volta prima di capire che dovevo accettare quanto mi stava accadendo e, credimi, non è stato e non è tutt'ora facile. Il mio pensiero spesso è rivolto a te, a volte mi terrorizza, a volte mi è talmente di conforto che sono io stesso che ti cerco, come quando sono stato operato. 
Rivedo ancora come si sono svolti gli eventi, come fossero impressi su di una pellicola che lentamente mi scorre dinnanzi agli occhi.

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