Le istituzioni politiche e amministrative nel Regno delle due Sicilie dal 1815 al 1860 Vedi a schermo intero

Le istituzioni politiche e amministrative nel Regno delle due Sicilie dal 1815 al 1860

Paolo Spagnuolo

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ISBN: 978-88-7418-728-7

12,00 €

Territori 54 | p.200 | ed. febbraio 2012

Così sostiene lo storico G. Ressa:
"I primi storici liberali, servili adulatori del sovrano Vittorio Emanuele II di Savoia, hanno costruito una storiografia risorgimentale distorta, sacrificando la verità sull'altare dell'ideale di unità nazionale; dopo centocinquant'anni, incredibilmente, la storia viene insegnata nelle scuole allo stesso modo non tenendo conto di acquisizioni che dovrebbero farla
modificare radicalmente: viene ancora detto che l'Unità d'Italia ha salvato il Mezzogiorno dalla sua arretratezza economica e culturale. Una persona intellettualmente onesta deve, però, essere disposta a guardare con obiettività i fatti perché il dominio dei luoghi comuni non è tanto la biblioteca dello studioso di storia, quanto lo scrittoio dell'uomo di media cultura"

PAOLO SPAGNUOLO è nato ad Avellino, dove vive e lavora. Si è laureato in Scienze Politiche nel 2004 discutendo una tesi in Storia delle Istituzioni Politiche. Successivamente ha conseguito il diploma di Master in "Management, Organizzazione e Sviluppo Risorse Umane". E' un appassionato di storia contemporanea.

La mia intenzione, con questo lavoro che tanto mi ha impegnato, è di esporre le linee caratterizzanti il diritto pubblico del Regno delle Due Sicilie, dal 1815 al 1861, precisamente dal 20 maggio 1815 – data dell'atto sovrano di Messina col quale Ferdinando IV riassume la sovranità sul continente – al 14 febbraio 1861 – data in cui Francesco II lascia definitivamente il territorio del Regno.

In particolare, il mio sforzo è consistito nell'analizzare i legami esistenti tra l'ordinamento del Regno e quelli delle epoche ad esso precedenti e successive; più volte ho cercato di soffermarmi su norme ed istituzioni anteriori al 1815 – particolarmente dei governi innovatori di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat – o posteriori al 1861, confluite quindi nell'ordinamento unitario italiano.
Da qui il costante riferimento a leggi, decreti, reali rescritti ed altri atti di governo dell'epoca, contenuti nei tanti testi giuridici e storici consultati con l'accortezza di collegare la storia giuridica con quella politica del reame, che meglio ci aiuta a capire ed interpretare anche quella dei giorni nostri. 
La storia recente dei popoli del meridione d'Italia, infatti, è anche conseguenza e frutto della presenza borbonica nelle Due Sicilie, in particolare di quella caratteristica mentalità conservatrice di cui era fortemente permeato il tessuto istituzionale del Regno.
Eppoi, il forte desiderio di libertà e di attaccamento ai valori nazionali, manifestato in occasione dell'incontrastato sbarco in Sicilia degli americani, svolta europea nella II Guerra Mondiale, il grande rispetto per le Istituzioni, inteso ancora oggi quasi come forma di soggezione e non come pubblico servizio reso ai cittadini, sono elementi che ci consentono di percepire ancora meglio quale legame esista tuttora fra il presente ed il passato duosiciliano.
Altro aspetto che mi preme sottolineare e che talvolta la storiografia moderna tende a sottovalutare è che il Regno delle Due Sicilie ha visto il suo tramonto perché oggettivamente rappresentava un elemento storicamente e politicamente superato e non perché fosse un aggregato di barbari o di cafoni1 degno di essere colonizzato e civilizzato da popolazioni portatrici di alte virtù civili, morali e militari.
D'altronde, pur nel dare atto dello stato di necessità in cui il governo unitario piemontese dovette agire per la repressione del brigantaggio, degenerato da moto "partigiano" in pura delinquenza, e quindi rendere omaggio alle forze militari pur composte in rilevanza dagli stessi meridionali, non possiamo non deplorare come il problema del Mezzogiorno d'Italia sia tuttora irrisolto, e sotto il profilo politico-economico e sotto il profilo strettamente delinquenziale.

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