PREMIO CARVER 2013

“E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer) e a “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo editore) per la sezione narrativa.

“Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora” di Luca Lombroso (Edizioni Artestampa) e “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich (IBUC)
per la saggistica.

“Merimia” di Gaia Gentile (Infinito edizioni) e “L’istante violento”  di Ivanoe Privitera  (Giovane Holden edizioni) per la poesia.

Premi  speciali per la ricerca narrativa lo stile e l’ambiente utilizzato (l’epistolario) a “Social Zoo” di Aldo Putignano (Homo scrivens edizioni) e per aver riproposto le filastrocche a “La dea che inventò la sera” di Renzo Piccoli (Armando bimbi).


NOTE STAMPA

Assegnato il Carver 2013

Assegnato domenica 20 ottobre il Contropremio Carver 2013 nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” organizzato da Prospektiva. Il Carver che premia i libri e non i nomi degli autori o i marchi editoriali sta lentamente ricostruendo il vero volto di un concorso letterario, smontando pezzo dopo pezzo le vecchie e ormai desuete forme, ad uso ormai esclusivamente commerciale e non culturale. Tra queste regole quella di dover ad ogni costa premiare un solo libro; se i libri buoni sono più di uno è giusto assegnare più di un premio.
Ma non solo. Il Contropremio Carver si rivolge sempre più contro se stesso, mettendosi ogni giorno in discussione, per porre in campo sfide al fine di parlare di nuovi libri, nuovi autori e nuove case editrici. Tanti ambiti culturali differenti che vanno in ogni caso affrontati perché il Carver è uno dei pochi contenitori che non si lascia condizionare o far tirare le maniche da suggeritori più legati al commerciale che alle redazioni culturali.
Pertanto Contropremio Carver come elemento positivo e non certo “contro” qualcosa o contro qualcuno.
E cosa emerge dopo questa maturazione ideale? Che i libri premiati sono stati letti, giudicati, amati, odiati e alla fine – dopo tanto discutere e litigare – emergono piccoli capolavori. A Questo punto vediamo chi ha vinto il Carver 2013 come ogni anno guidato da Andrea Giannasi.

Per la narrativa assegnato il primo posto a “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer) e a “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo editore).

Per la sezione poesia si sono aggiudicati la targa “Merimia” di Gaia Gentile (Infinito edizioni) e “L’istante violento”  di Ivanoe Privitera  (Giovane Holden edizioni).

Nella sezione saggistica primo premio a “Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora” di Luca Lombroso (Edizioni Artestampa) e “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich(IBUC).

Premi  speciali per la ricerca narrativa lo stile e l’ambiente utilizzato (l’epistolario) a “Social Zoo” di Aldo Putignano (Homo scrivens edizioni) e per aver riproposto le filastrocche a “La dea che inventò la sera” di Renzo Piccoli (Armando bimbi).

Premiati con la finale anche i seguenti libri. Per la narrativa: “Mea culpa” di Alice Malerba (Cartacanta); “Latte acido” di Rossella Luongo (edizioni della sera); “Inverno inferno” di Riccardo Battaglia (Foschi).
Per la poesia: “La libertà secondo Ferruccio Maracas” di Massimiliano Pegorini (Tapirumé); “Spine” di Cristina De Lauretis (Portaparole); “Quando ero piccola mi innamoravo di tutti correvo dietro ai gatti” di Cecilia De Angelis (Senso inverso); “Così nuda” di Barbara Serdakowski (Ensemble).
Per la saggistica: “Identità femminile e conflittualità nella relazione madre-figlia” di Carla Carotenuto (Metauro); “Alberto Moravia. Il profeta indifferente” di Maria Grazia Di Mario (Onyx); “Solitudine. Il bambino smarrito” di Barbara Fabbroni (Edizioni Universitarie romane); “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” (Effigi) a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris, Francesco Tommasi.

E ora inizia il lavoro di promozione con interviste agli autori, presentazioni, incontri, recensioni e quant’altro utile a parlare di questi libri.


 

I finalisti del 2013
Contropremio Carver: la giuria litiga e si spacca sui finalisti

E chi lo ha detto che devono essere per forza cinque i finalisti? Chi lo ha stabilito? Esistono regole dalle quali non possiamo uscire, come gabbie invalicabili? Questo ma non solo durante le lunghe serate che la giuria, guidata da Andrea Giannasi, ha trascorso a litigare su quali libri mandare in finale. Sì, perché la scelta quest’anno è stata difficile e mai come in questa edizione si era creato tanto fermento all’interno della giuria.
I problemi maggiori sulla narrativa dimostrando che “importare” libri di autori stranieri è una pratica che ormai dovrebbe lasciare campo agli italiani che stanno crescendo. E molto.

Ma veniamo ai titoli. Saggistica: in finale vanno sei libri. “Identità femminile e conflittualità nella relazione madre-figlia” di Carla Carotenuto (Metauro), nel quale si corre tra le scritture di Francesca Duranti, Francesca Sanvitale e Clara Sereni, componendo una costellazione tutta declinata al femminile dove l’autrice disegna teorie e metodologie.
In “Alberto Moravia. Il profeta indifferente” Maria Grazia Di Mario (Onyx) raccoglie testimonianze – da Nello Ajello a Mario Monicelli, da Walter Pedullà a caro Lizzani, che aiutano i lettori a conoscere meglio gli angoli dell’autore de “Gli indifferenti”.
Barbara Fabbroni affronta il tema del vuoto con il suo saggio “Solitudine. Il bambino smarrito” (Edizioni Universitarie romane).
In finale anche due saggi che osservano il nostro pianeta: “Apocalypse now?” di Luca Lombroso (Artestampa) – tra paura e società sostenibile - e “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” (Effigi) a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris, Francesco Tommasi – dove si cercano di riannodare i fili con la una storia interrotta il 6 aprile 2009.
Infine per la saggistica in finale anche “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich (IBUC) con prefazione di Paolo Guzzanti. Si cercano tra i filosofi antichi soluzioni ai problemi attuali.

E veniamo alla poesia.
Gaia Gentile “Merimia” (Infinito); “L’istante violento” di Ivanoe Privitera (Giovane Holden); “La libertà secondo Ferruccio Maracas” di Massimiliano Pegorini (Tapirumé); “Spine” di Cristina De Lauretis (Portaparole); “Quando ero piccola mi innamoravo di tutti correvo dietro ai gatti” di Cecilia De Angelis (Senso inverso); “Così nuda” di Barbara Serdakowski (Ensemble).
Tanti buoni componimenti e tanta buona lettura davanti e dietro.

Come dicevamo la sezione che ha diviso i giurati è quella della narrativa. Tanta, tantissima, qualità, con autori che hanno coinvolto e sconvolto i lettori. Le narrazioni sono ricercate e ogni scrittore ha proposto stile e personalità, dimostrando e offrendo un bagaglio di letture e studio.
In finale corrono sgomitando (questo è il caso di dirlo) “Inverno inferno” di Riccardo Battaglia (Foschi) con prefazione di Eraldo Baldini che ne dipinge i tratti frizzanti e fantasmagorici; “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer) nel quale due sorelle si ritrovano per riannodare i fili di un amore assoluto; “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo) che si domanda “cos’è l’amore” cercando risposte in un mare di parole; “L’eredità di Anna Freud” di Roberta Calandra (Controluce) con due donne diverse, incomplete e inquietanti al capezzale di un’ombra; “Latte acido” di Rossella Luongo (edizioni della sera) nel quale Roberto il protagonista, cerca di risollevare un’esistenza composta da “sogni bucati”. Interessante che una scrittrice dia voce a protagonisti maschili. In finale anche “Mea culpa” di Alice Malerba (Cartacanta), una raccolta di racconti dove la distanza diventa pretesto per cercare di ridurre gli spazi.

La giuria – e questa volta senza litigare – ha deciso di assegnare due premi speciali. Il primo a “La Dea che inventò la sera” di Renzo Piccoli (Armando), un libricino di filastrocche che contiene una preziosa prefazione di Giorgio Celli; il secondo a “Social zoo” di Aldo Putignano (Homo scrivens) per aver riproposto in maniera eccellente il genere del romanzo epistolare. Originale e divertente la nota del filologo dove si racconta del ritrovamento di una busta “di centimetri 50x35 contenente più di un centinaio di lettere di diversa misura e dimensione”. Lorenzo, il destinatario delle missive, è deus ex machina ma anche vittima di mittenti invadenti, ironici e petulanti.
 

Appuntamento per la premiazione il 20 ottobre alle ore 17 presso la Cittadella della Musica di Civitavecchia nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere”.

 

 

Dopo la prima lettura
 

Rendiamo noto il risultato della prima lettura dei libri giunti al Premio Carver 2013. La giuria, coordinata da Andrea Giannasi, è già nuovamente riuniti per definire le cinquine dei finalisti che verranno premiate a ottobre a Civitavecchia nell’ambito del festival letterario “Un mare di lettere”. A metà settembre sapremo i nomi dei 15 finalisti delle tre sezioni.

SAGGISTICA
1. “Per amore e conoscenza” di Anna Maria Tamburini (edizioni Lussografica)
2. “Democrazia a sorte” di  M. Caserta, C. Garofalo, A. Pluchino, A. Rapisarda, S. Spagano (Malcor D’edizioni)
3. “Sismografie. Ritornare a L’Aquila mille giorni dopo il sisma” a cura di Fabio Carnelli, Orlando Paris, Francesco Tommasi  (edizioni effigi)
4. “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich (IBUC)
5. “Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora” di Luca Lombroso (Edizioni Artestampa)
6. “Maria Luisa la Duchessa Infanta” di Nadia Verdile (Maria Pacini Fazzi editore)
7. “Solitudine. Il bambino smarrito” di Barbara Fabbroni (Edizioni Universitarie Romane)
8. “Una questione di soggettività. Genesi del brigatismo a Reggio Emilia” di Giulia Saccani (Bèbert edizioni)
9. “Alberto Moravia, il profeta indifferente” di Maria Grazia Di Mario (onyx editrice)
10. “G. Brassens 5h,40’” di D.S. Vighesso (Medea)
11. “Identità femminile e conflittualità nella relazione madre-figlia” di Carla Carotenuto (Metauro)

POESIA
1. “L’istante violento” di Ivanoe Privitera (Giovane Holden edizioni)
2. “Così nuda” di Barbara Serdakowski (Edizioni Ensemble)
3. “Anarkoressia” di Giuliano Bugani (Bèbert edizioni)
4. “ibridi” di Claudio Quinzani (Este Edition)
5. “Quando ero piccola mi innamoravo di tutti correvo dietro ai gatti” di Cecilia De Angelis (Senso Inverso edizioni)
6. “La libertà secondo Ferruccio Maracas” di Massimiliano Pegorini (Tapirumè)
7. “Spine” di Cristina De Lauretis (Portaparole)
8- “Di quale terra?” di Sandra Baruzzi (Ananke)
9. “Merimia” di Gaia Gentile (Infinito edizioni)
10.  “Di traverso” di Francesco Randazzo (Photocity edizioni)
11. “La dea che inventò la sera” di Renzo Piccoli (Armando bimbi)

NARRATIVA
1. “Social Zoo” di Aldo Putignano (Homo scrivens edizioni)
2. “Dieci anni” di Valerio Pappi (Giovane Holden edizioni)
3. “Storie dentro storie” di Giovanna Astori (Erudita)
4. “Fatti male” di Ilaria Palomba (Gaffi Editori)
5. “L’eredità di Anna Freud” di Roberta Calandra (Salentobook)
6. “La rondine di cristallo” di Franco Monero (Robin edizioni)
7. “Katerina e la sua guerra” di Barbara Serdakowski (Robin edizioni)
8. “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Sperling & Kupfer)
9. “La bambina ha le gambe storte” di Ginevra Bentivoglio (Fefè editore)
10. “Latte acido” di Rossella Luongo (Edizioni della Sera)
11. “La cura dell’attesa” di Maria Pia Romano (Lupo editore)
12. “Percoco” di Marcello Introna (Il Grillo editore)
13. “Gabbiano luminosi” di Manola Aramini (Milena edizioni)
14. “La tua e la mia guerra” di Mario Tidei (Graus editore)
15. “Due per forza” di Daniela Marchesini (Pendragon)
16. “La luna diventa di miele” di Marco Gagliardi (Giovane Holden edizioni)
17. “Sono stato io” di Gruppo 9 (Homo scrivens)
18. “Inverno inferno” di Riccardo Battaglia (Foschi editori)
19. “Mea culpa” di Alice Malerba (Carta Canta editore)
20. “Le figure di Pinocchio” di Mario Ventura (Edizioni Artestampa)


Prospettiva editrice sas Via Terme di Traiano, 25 | 00053 Civitavecchia (RM) | Italia | P.I. e C.F. 07322481008 | Tel: +39 076623598 | E-mail segreteria@prospettivaeditrice.it