PREMIO CARVER 2010

Johnny nuovo. Il ragazzo che non conosceva il mondo di Mauro Evangelisti (CartaCanta) 
per la narrativa

Mai ci fu pietà. La banda della Magliana dal 1977 a oggi
 di Angela Camuso (Editori Riuniti) 
per la saggistica 

Situazione temporanea
 di Marco Saya (Puntoacapo) 
per la poesia



Nota stampa.

Assegnato Carver 2010: il contropremio dell’editoria italiana

Johnny nuovo. Il ragazzo che non conosceva il mondo di Mauro Evangelisti (CartaCanta) per la narrativa;Mai ci fu pietà. La banda della Magliana dal 1977 a oggi di Angela Camuso (Editori Riuniti) per la saggistica e Situazione temporanea di Marco Saya (Puntoacapo) per la poesia, sono i vincitori dell’8^ edizione del Premio Carver.

La premiazione si è svolta nello splendido scenario della Cittadella della Musica, nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” svoltosi dal 23 al 26 settembre a Civitavecchia. La giuria, rigorosamente segreta, composta da giornalisti, critici, lettori ed editori, presieduta da Andrea Giannasi ha raggiunto il doloroso verdetto di quello che ormai è noto come il “contropremio” dell’editoria italiana. Ovvero il concorso che viene assegnato ai libri e non ai nomi degli scrittori o degli editori. Insomma i libri vengono letti.

“Sarebbero stati da premiare tutti i finalisti per l’ottima qualità dei libri giunti – ha ricordato il presidente Giannasi – ma questo è un premio letterario e dunque sottostiamo a regole dolorose. Per quanto riguarda i criteri di valutazione abbiamo deciso di seguire questo l’indirizzo della novità: dunque per la saggistica sono stati selezionati testi che hanno affrontato temi di grande importanza storica ma da angoli di visione mai affrontati come le vicende della Banda della Magliana, gli scenari tra il 1943 ed il 1950 a Montelepre in Sicilia, l’internamento ebraico in Valmarecchia, uno studio sulla teoria dell’omicida seriale e il ruolo dell’informazione oggi a confronto con il futuro. 
Lo stile, oltre che le storie, invece sono state al centro di un importante dibattito in seno alla giuria per giungere alla definizione della cinquina dei finalisti di narrativa, mentre per la poesia si è scelto di superare la paludata ‘maledizione ungarettiana’.
In pratica – ha concluso Andrea Giannasi - lunghi confronti che hanno condotto all’assegnazione del premio 2010”.

Hanno partecipato al Premio Carver quasi 400 libri così suddivisi: circa 200 di poesia; 160 di narrativa; 40 di saggistica.
Per la prima volta è stata spiegata la formazione della giuria. A gennaio di ogni anno alcuni selezionati giornalisti, critici, lettori ed editori ricevono una lettera nella quale vengono invitati a far parte della giuria segreta. Questi non conoscono gli altri giurati e i loro nomi non verranno mai resi noti. Tutto questo per evitare “tirate di giacca” o scenari poco edificanti. Una volta chiuse le iscrizioni i componenti ricevono i libri e dopo averli letto spediscono giudizi e classifiche. 
Terminato il lavoro ricevono un dono e una lettera di ringraziamento.

Alla premiazione erano presenti anche gli altri autori delle cinquine finaliste.
In finale per la sezione saggistica erano giunti: Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano di Salvatore Badalamenti (La Zisa); Universi quasi paralleli. Dalla fantascienza alla guerriglia mediatica di Antonio Caronia (Cut-Up); Teoria e pratica dell’omicidio seriale di Giuseppe Magnarapa e Daniela Pappa (Armando);Con foglio di via. Storie di internamento in alta Valmarecchia 1940-1944 di Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni (Società il Ponte Vecchio).

Per la poesia: Salutami il mare di Carla De Angelis (Fara); La spugna di Lella de Marchi (Raffaelli); A che titolo di Brunella Bruschi (Morlacchi); Frammenti di un respiro passeggero di Salvatore Scuderi (Kimerik).
Per la narrativa: Gente normale di Valentina Capecci (Marsilio); Con l’insistenza di un richiamo di Francesco Randazzo (Lupo); Storie liquide di Gianluca Pirozzi (Croce); Il borgo d’oltremare di Francesco Amato (Mursia).



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