<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%>distribuzione Prospettiva editrice
 

Lettera aperta

Prospettiva di fronte alla Distribuzione e alle Librerie
di Andrea Giannasi

 

Caro lettore, stimato autore,

mi trovo a scrivere questa lettera aperta per aiutarti a comprendere il rapporto tra Prospettiva ed il mondo della Distribuzione e delle Librerie. Questo per capire meglio il mondo dell'editoria e da questo punto ripartire per costruire un serio rapporto tra gli scrittori e l'editore.
La distribuzione e diffusione dei libri in Italia è ferma agli anni sessanta, quando un “informatore librario” visitava periodicamente le librerie, presentando il catalogo libri. Il direttore di ogni libreria faceva i suoi ordini in conto deposito e dopo qualche giorno arrivava il corriere con il camion a scaricare qualche scatolone. Dunque tempi lunghissimi di diffusione e promozione con una lenta e macchinosa gestione.
Ebbene in sostanza la distribuzione funziona con il medesimo meccanismo, ma con una grande eccezione. Ovvero questa non è uguale per tutti. Per semplici e comprensibili motivi economici e commerciali.
E’ ovvio che i distributori tendono ad avere solo grandi case editrici (che hanno la visibilità su i mass media) e lavorare solo su libri vendibili (vedi Totti, Littizzetto, Bisio, cantanti, politici e giornalisti televisivi). Questo di fatto chiude le porte alla maggior parte delle case editrici e ad almeno 40.000 titoli ogni anno. Libri però che non sono dimenticati. Semplicemente vengono inseriti in catalogo e sono ordinabili, ma non sono disponibili in libreria e in molti casi nemmeno nel magazzino del distributore. Non possiamo certo pretendere di avere un distributore in Italia che si incarichi di distribuire tutti i libri editi (ogni anno escono in Italia più di 50.000 titoli nuovi). Sarebbe una scommessa persa in partenza, legato come è il settore, a regole ferme a quaranta anni fa.
Dunque non ci resta che seguire vie alternative (diffusione diretta, ordini via fax, librerie on line, distributori telematici, etc.), e costruire lentamente e progressivamente nuovi canali di promozione e diffusione.
Prospettiva dunque lavora con le librerie direttamente (ordini libri e invio in conto deposito), con il catalogo Feltrinelli, con le librerie virtuali di 365 giorni in Fiera del Salone del libro di Torino e Internet Bookshop. Ma soprattutto Prospettiva sta costruendo una rete di librerie fiduciare (saranno 30 entro la fine dell'estate) dove poter trovare o ordinare direttamente i libri. E dopo aver letto sopra quanto sia "strabico" il sistema distributivo, questo non è poco.
E ora veniamo alle librerie.
Sono migliaia le librerie italiane, molte delle quali legate ai grandi gruppi editoriali (Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, etc.), ma se escludiamo questi grandi magazzini, la maggior parte delle librerie sono medio-piccole, e dispongono di pochi metri quadrati per esporre i libri. Dunque circa il 90% delle librerie italiane può avere in esposizione un massimo di 4.500/6.000 titoli differenti contemporaneamente. Mediamente una libreria rinnova gli scaffali completamente ogni sei mesi. Per questo solo 10.000 titoli trovano spazio in libreria ogni anno. E gli altri 40.000 libri editi in Italia?
Alcuni (forse altri 10.000) si fermano nei magazzini dei distributori, mentre gli altri nemmeno partono dalla casa editrice.
In molti casi la responsabilità è diretta allo stesso editore che non invia il libro, ma non possiamo negare che molti librai non vogliono avere in libreria “titoli che non vendono”. In particolar modo le raccolte di poesia degli scrittori esordienti. Libri che prendono solo spazio.
Non possiamo comunque chiedere ai librai di avere tutti i libri editi in Italia in vendita negli scaffali. Per averli tutti disponibili non basterebbe uno scaffale lungo dieci chilometri.
E quale lettore è disposto a farsi una mezza maratona per cercare un libro di uno scrittore esordiente?
E allora la soluzione alla portata di tutti è la distribuzione diretta (gestita in comune accordo tra autore ed editore), il catalogo Feltrinelli e Internet con le sue librerie virtuali. Certo non c’è più la possibilità di “toccare” il libro, ma quanti pseudo-lettori si coprono dietro questa scusa per non comprare un libro? Molti, moltissimi.
Ma non solo.
Smettiamo di trincerare la nostra atavica voglia di “non leggere” dietro la solita frase: “Non ho trovato il libro in libreria”. Se un lettore, oggi, cerca un libro lo può trovare, ordinandolo presso una libreria o attraverso internet o telefonando alle case editrici.
Perchè poi alla fine il problema più grande rimane quello che gli italiani scrivono tanto e leggono poco.

Mi auguro di aver fatto un quadro generale fedele e completo. Ma soprattutto mi auguro di aver ancora una volta ricordato che il valore più grande è il rapporto, tra mille difficoltà, che deve esistere tra l'editore e lo scrittore.

Solidalmente
Andrea Giannasi